E’ manerbiese la migliore ricercatrice d’Europa. Si tratta di Giulia Fredi che, nelle scorse settimane, ha vinto l’Escm Young researcher award 2026 e ritirato il premio a Oslo, durante la ventiduesima conferenza dedicata ai materiali compositi. A consegnarle il riconoscimento Sotirios Grammatikos, professore alla Norwegian University of science and technology. Fredi si è distinta nello studio e ricerca sui materiali compositi, materiali che combinati insieme ad altri – come per esempio una plastica e fibre di rinforzo – consentono di ottenere proprietà migliori degli stessi che li compongono. La ricercatrice opera su due tipi di ambiti. Il primo è quello che riguarda materiali compositi multifunzionali leggeri e resistenti ma capaci di immagazzinare e rilasciare calore. Questo ambito, in futuro, potrebbe essere applicato per rendere gli edifici più efficienti dal punto di vista energetico. Il secondo ambito riguarda i materiali compositi sostenibili partendo da fonti rinnovabili o di scarto come la cellulosa batterica o i polimeri e plastiche prodotte da fonti rinnovabili o fibre di rinforzo. In questo caso i materiali ottenuti possono essere utili per ridurre l’impatto ambientale, eliminando il più possibile le materie di origine fossile. Fredi è stata anche invitata a svolgere una lettura pubblica sulle attività di ricerca dell’ateneo trentino nell’ambito dello sviluppo di materiali compositi innovativi e sostenibili. Un intervento che ha consentito alla ricercatrice manerbiese di illustrare i risultati più recenti in questo settore. “Si tratta di un riconoscimento per me molto importante che premia non solo il mio lavoro ma quello di tutto il laboratorio in cui opero” ha dichiarato Fredi “sono davvero onorata di aver ricevuto questo premio che viene assegnato al giovane under 35 che ha dato il miglior contributo, sia in ambito scientifico che industriale, nel settore dei materiali compositi. Sono stata anche all’estero, Svezia, Germania e Stati Uniti, ma per il futuro mi auguro di proseguire i miei studi in questo ateneo”. Sulla fuga dei cervelli all’estero, la ricercatrice precisa che la sua esperienza in Italia è ad oggi soddisfacente. “Ho un ottimo rapporto con i colleghi e i laboratori sono molto attrezzati. Per questi motivi spero davvero di continuare a stare a Trento”. Non è l’unico premio che la ricercatrice bresciana ha ricevuto. Nel 2022 Giulia era stata premiata al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, della Presidente di Eni Lucia Calvosa e dell’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi, durante la cerimonia di premiazione degli Eni Award. In quell’occasione Fredi aveva ricevuto il riconoscimento per la categoria Giovane Ricercatore dell’Anno, che premia due ricercatori che hanno conseguito il dottorato di ricerca in università italiane. Allora la ricercatrice aveva condotto uno studio su materiali compositi polimerici che combinano elevate proprietà meccaniche alla capacità di immagazzinare e rilasciare calore, per applicazioni nell’ambito dell’accumulo di energia termica.
Barbara Appiani





