Sono trascorsi ottanta anni dalla costituzione del Circolo Acli di Manerbio. Un traguardo importante che è stato festeggiato con un incontro conviviale al quale hanno partecipato le autorità civili e religiose, il sindaco Paolo Vittorielli, il parroco don Alessandro Tuccinardi, le presidenti provinciale e zonale delle ACLI Stefania Romano ed Elisabetta Muchetti, oltre a tanti amici del mondo ACLI. Il primo nucleo operativo del Circolo ACLI di Manerbio fu fondato nel 1945 come circolo vinicolo nel cortile dell’oratorio. L’obiettivo del circolo, chiamato ironicamente “Cristiania”, era la raccolta fondi per l’impegno politico. Con il tempo quel ritrovo divenne la casa di operai e sindacalisti e per autofinanziarsi, le donne andavano a spigolare, rammendavano pezze e si vendevano aringhe in piazza, i famosi “reng” che furono un trionfo di solidarietà. Nel 1948 fu inaugurata la sede in via San Martino. Si trattava dell’unica sede autonoma, un luogo davvero moderno dove si respirava un’aria stimolante di partecipazione. Nel 1949 nacque la cooperativa di consumo alimentare grazie a cento soci fondatori. In quegli anni si celebrava la Messa all’interno dello stabilimento Marzotto e le giovani operaie facevano i ritiri a Montecastello. “Lo spirito di formazione era centrale fin dall’inizio e, infatti, le ACLI furono antesignane nell’istruire i cittadini. Nel 1946 iniziarono i corsi per la licenza elementare; dopo il 1962 si passò alle scuole per la licenza media” raccontano dalla presidenza del circolo Acli “ma l’impegno più grande fu per i diplomi superiori: molti ragionieri e geometri nacquero in queste aule, erano studenti-lavoratori che sognavano un riscatto. La scuola serale contava circa 120 iscritti all’anno. L’istruzione era considerata la chiave del progresso. Anche la ricreazione aveva un forte valore educativo: gite turistiche, religiose e serate di canto corale. Si andava sul Pordoi a veder passare Bartali o Coppi. O all’Arena di Verona per la grande stagione lirica. Anche l’assistenza è sempre stata un pilastro associativo. Il Patronato aiutava tutti nel disbrigo delle pratiche, pensioni, infortuni e malattie. Era un aiuto gratuito e negli anni ’70 si contavano duemila pratiche annue. Le ACLI gestirono pure le colonie montane a Cevo, un punto di riferimento per le vacanze dei bambini”. Nel 1954 si celebrò la prima Festa del Lavoro e Pio XII proclamò San Giuseppe patrono dei lavoratori. Le ACLI ospitarono, in quegli anni, il primo televisore proprio mentre nasceva anche la prima scuola guida per Manerbio. Nel 1985 nacque la Cooperativa Casa per rispondere al bisogno primario dell’alloggio e furono realizzate ottanta costruzioni sul territorio. Nel 1988 due manerbiesi guidarono le ACLI di Brescia e Lorenzo Paletti fu eletto presidente provinciale, un incarico di prestigio e grande responsabilità. Negli anni ’90 il Patronato divenne sede zonale e si ampliò la presenza su tutta la Bassa Bresciana. “Il dibattito civile affrontò la crisi della giustizia e si parlò di tempi certi e carcerazione preventiva” ricordano dal circolo “nel 2009 Angelo Bertelli assunse la presidenza. La sfida era la crisi economica e della democrazia. Nacque il Punto Famiglia come nuovo ambito d’impegno. Servizi per immigrati, badanti e assistenza fiscale. Si voleva difendere il potere d’acquisto popolare. Così fu lanciato il Gruppo di Acquisto Solidale. Il “GAStòm” scelse la qualità e il chilometro zero per promuovere uno stile di vita sobrio e consapevole. Nel 2011 l’Unità d’Italia fu celebrata con vigore. Una serata per ricordare le Dieci Giornate bresciane. La storia diventa stimolo per l’impegno presente. Oggi la missione continua con molteplici iniziative che spaziano dagli sportelli di servizio, allo sviluppo di progetti interassociativi tra cui spicca il progetto per la realizzazione del centro di aggregazione MA.PO. Manerbio Polis divenuto cuore pulsante delle nuove attività. La programmazione per il 2026 è ricca e inclusiva. Questa struttura, messa a disposizione dal Comune, è ora gestita dal Circolo ACLI con un partenariato composto dalla Pro Loco Manerbio, l’Associazione Volontari del Verde Santa Lucia, e dall’UISP. In programma oltre 600 eventi nell’arco di un anno con una previsione si partecipazione di oltre venticinquemila persone nel 2026. Si va dai tornei di Burraco al “Tè con i biscotti”. Spazio alla cultura con l’Accademia di Teatro. Corsi per disoccupati e laboratori di sartoria. L’educazione fisica promuove la salute per tutti. “Stretch and Tone” offre persino il baby sitting. La danza internazionale e il country animano il MA.PO. Il Mercatino del Riuso insegna la sostenibilità. I “Pigiama Party” accolgono i bimbi delle elementari. Le ACLI restano fedeli alla Chiesa e alla democrazia. L’obiettivo è ricostruire un tessuto democratico fondato sui valori e diffondere la concezione cristiana della persona. Non è solo un simbolo del passato, ma un impegno. Ottant’anni di ACLI: una ragnatela di servizi vivi. Per camminare insieme verso un futuro più solidale”.
Barbara Appiani





