In previsione della settimana delle Quadre, dal 7 al 12 settembre 2026, abbiamo intervistato l’assessore Roberto Goffi che, ormai da 31 anni, mette a disposizione il suo tempo per curare una delle manifestazioni più importanti del nostro paese.
Cosa rappresentano oggi le Quadre per la città di Chiari?
Siamo alla 48esima edizione: le Quadre rappresentano continuità, voglia di aggregazione e desiderio di vivere la città di Chiari insieme. Sono sicuramente l’esempio di come lavorando uniti in volontariato, come fa la quasi totalità di chi opera dietro la manifestazione, si possa dare corpo e valore alla città. Oggi le Quadre rappresentano Chiari anche nei confronti dei Comuni vicini. È una manifestazione che ha ormai preso piede, è viva e continua a diffondere il nome della nostra città in tutta la Lombardia.
Quali sono le novità di questa edizione?
Quest’anno incrementiamo la sfilata storica, che è uno dei momenti che amo di più delle Quadre. Mi piace ricordare la Chiari medievale, perché le nostre radici sono importanti e vanno onorate. Torniamo poi a scalare la torre: anni fa c’erano state problematiche legate agli appigli, che non possono essere installati sulla torre; siamo riusciti a creare un percorso che non ne prevede, in modo tale da permettere il ritorno di questo prezioso momento di intrattenimento. Per il resto, abbiamo un programma talmente solido e conosciuto che cambiare qualcosa sarebbe risultato superfluo.
Quali sono le difficoltà maggiori nell’organizzazione di un evento simile?
Prima di rispondere, permettimi di ringraziare profondamente gli uffici comunali e le quattro Quadre, che ogni anno danno il meglio di sé. Una macchina organizzativa come questa non è per nulla semplice: tutti noi lavoriamo 365 giorni l’anno. Ti assicuro che, nel momento in cui finisce la manifestazione, si inizia a preparare quella dell’anno successivo. Tutti noi doniamo il nostro tempo, togliendolo alle nostre famiglie e affetti, per l’amore che proviamo per la nostra città e per metterci a disposizione dei concittadini. Le difficoltà sono numerose, soprattutto a livello burocratico; ma nonostante tutto, le Quadre ci dimostrano tutti gli anni quanto bello sia vivere in aggregazione.
Quanto conta l’impegno dei volontari?
È tutto. Senza i volontari non saremmo in grado di fare niente. Senza queste persone, che amano quello che fanno, che si sono messe a disposizione della nostra città, le Quadre non potrebbero vivere. Abbiamo una squadra eterogenea in termini di età, ma unita dall’amore nei confronti di questa manifestazione e soprattutto della nostra città. Non si fanno fermare da niente, neanche dai limiti burocratici e dalle grosse responsabilità che gravano sulle loro spalle tutti gli anni. Le Quadre hanno un valore così grande che ho deciso di portarle anche all’interno di altre attività: quest’anno, ad esempio, hanno partecipato alla Pasquetta in Villa. Anche senza portare le bandiere, vogliamo che le Quadre vivano tutto l’anno.
Qual è il momento più significativo della manifestazione?
Sono tanti i momenti importanti. A livello di attrazione del pubblico, probabilmente la corsa del Palio porta a Chiari tante persone. Per me, però, è impossibile distinguere questo dalla premiazione delle associazioni sportive, dall’asta in piazza, dal ritorno della scalata della torre, dalla ginnastica ritmica del venerdì sera… Sarà tutta un’attrazione continua: è impossibile distinguere un solo momento. È tutto il Palio, nel suo insieme, il momento più attrattivo.
Perché vale la pena partecipare?
Vale la pena partecipare perché, durante queste serate, Chiari mostra la sua vitalità, la sua inclusività, la sua sportività e la sua cultura. In questa settimana si può vedere davvero di tutto: ci si diverte, si riflette, si vive il Palio senza alcun pensiero. L’invito è quello di partecipare numerosi. E ancora grazie, un grazie veramente sentito, a tutti i volontari che ogni anno permettono che questa manifestazione continui a vivere e a elevare il nome di Chiari; e un grazie a chi partecipa ogni anno con civiltà, contribuendo a rendere la manifestazione uno dei momenti più importanti della nostra bella città.
Chiara Sirani





