Venerdì 9 ottobre 2026

Il Palio delle Quadre di Chiari: storia e modernità di una festa intramontabile

Atleti Palio

Il passato medievale di Chiari è collegato al presente da un legame sottile ma radicato.
È un filo conduttore che ogni anno, nella prima settimana di settembre, si riaccende tra le vie del centro storico con la magia del Palio delle Quadre.
Nata alla fine degli anni ’70, questa manifestazione oggi è sinonimo di sport, spettacolo, musica, gastronomia e divertimento.
Soprattutto, rappresenta un bel modo per conservare e rivivere la storia del nostro paese, rispolverandone l’identità.
Se riavvolgiamo il nastro del tempo fino al XIV secolo, riusciamo a comprendere il significato profondo a cui si ispira la festa del Palio.
I documenti dell’epoca, custoditi e consultabili presso l’Archivio delle Quadre di Chiari della Fondazione Morcelli – Repossi, testimoniano che le quattro fazioni clarensi originariamente sono nate come “corporazioni di vicini”.
Ricalcate sulla ripartizione dell’antico “castrum romano”, le Quadre erano istituzioni sorte per tutelare i beni e gli interessi economici delle famiglie locali dalle mire esterne.
Per proteggere la comunità e difendere i terreni, veniva attuata una “serrata” che permetteva l’accesso alle Quadre solo agli abitanti originari, garantendo loro il controllo del patrimonio collettivo.
Un sistema che ha resistito per secoli, fino a quando, nell’ Ottocento, si è deciso di liquidare i beni comuni iniziando la vendita delle terre.
Ma lo spirito d’appartenenza a Zeveto, Villatico, Marengo e Cortezzano non è stato liquidato, anzi, è stato tramandato nel tempo.
Nel 1978 è arrivata l’intuizione di far rivivere l’antica mappa medievale clarense sotto forma di festa.
Alcuni membri del comitato sportivo locale hanno concretizzato questa visione, trasformando i vecchi confini amministrativi in un moderno strumento di coesione, sana competizione e aggregazione sociale.
È così che ha preso il via la tradizione che ancora oggi coltiviamo: il debutto ufficiale è avvenuto il 13 ottobre 1979 quando, sotto una pioggia battente, si è disputata la prima attesissima corsa a staffetta, vinta dalla Quadra Villatico.
Partito da quel weekend autunnale, l’evento si è poi consolidato come un appuntamento fisso di inizio settembre.
Negli anni il suo fulcro è rimasto immutato: i corridori delle quattro Quadre si sfidano in velocità lungo le vie del centro, ripercorrendo i perimetri delle storiche processioni religiose, in una corsa di oltre 1.300 metri.
Ad anticipare la gara podistica c’è la sfilata storica, un altro elemento fondamentale della manifestazione.
Se nelle prime edizioni i costumi erano molto più semplici e servivano a rievocare storicamente la tradizione e a identificare l’appartenenza alle quattro fazioni tramite i rispettivi colori, con il passare del tempo, i vari comitati hanno iniziato a investire nella ricerca stilistica e a evolvere nell’utilizzo di abiti più funzionali al teatro e alla narrazione dinamica.
Quanto al ruolo, possiamo dire che oggi il Palio fa esattamente l’opposto di quello che facevano le Quadre nel passato: non chiude le porte ma le apre, accogliendo visitatori e unendo generazioni diverse attraverso la riscoperta della storia locale, della cucina tipica e della cultura.
È la dimostrazione che le radici non servono a restare fermi, ma a dare la forza di correre verso il futuro.
A tutte e a tutti, buona 48ª edizione del Palio delle Quadre!

Mara Ghidini

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