C’è un momento, nella vita di alcune persone, in cui una passione non solo nasce, ma chiama ad un cambiamento, alla ricerca di una nuova strada. Per Alessandra Spagna, docente di inglese all’IC2 Rita Levi Montalcini di Montichiari, quella chiamata è arrivata nel 2017, dopo un viaggio in Sri Lanka, terra dove ha avuto l’occasione di visitare le piantagioni di tè e di toccare con mano come questo prodotto non sia una semplice bevanda ma un vero e proprio mondo culturale da tutelare e diffondere. Complice, poi, la lettura dell’Isola del Tè di Valeria Vicentini, quella passione non si è limitata a restare un hobby, ma è diventata un percorso di studio rigoroso. «Ho sempre amato molto il tè – racconta – come docente di inglese ho approfondito spesso con i miei alunni tutto ciò che lo riguarda e le tradizioni che rappresenta. Quando ho iniziato “L’Isola del tè” non sono riuscita a staccarmene: l’ho finito in un giorno» Alessandra, però, non si è accontentata di amare il tè: ha voluto studiarlo con attenzione e ha intrapreso un percorso professionale strutturato, superando tre livelli di preparazione: Tea taster, Tea sensory master, fino a diventare Tea Sommelier, una delle figure più qualificate nel panorama della cultura del tè. Questo titolo non è un semplice attestato: significa saper riconoscere aromi, texture, difetti e pregi di un tè in foglia con la stessa precisione con cui un sommelier analizza un vino. Significa conoscere la storia, la geografia, le tecniche di raccolta, le ossidazioni, le fermentazioni. Significa, soprattutto, trasformare un gesto quotidiano in un’esperienza consapevole da trasmettere a colleghe, amiche e tutti coloro che vogliano partecipare ad una delle sue degustazioni. Degustazioni che sono una vera esperienza, quasi un rito sensoriale – meditativo. Non si tratta solo di bere un tè ma di osservarne l’infusione, prendere nota dell’acqua giusta e della temperatura più corretta per prepararlo, annusare il profumo che sale dalla tazza o dalle foglie essiccate e bagnate, assaporare le note aromatiche e rallentare per circa due ore il rumore del mondo per dedicarsi ad un altro mondo, più antico e segreto. La forza di Alessandra sta anche nella sua capacità di creare relazioni. Attorno a una tazza di tè, le persone si aprono, si raccontano, imparano. Il tè diventa un ponte: tra culture, tra storie, tra sensibilità diverse. «Oggi ho imparato che non è troppo tardi per dedicarsi alle proprie passioni – ha dichiarato una giovane donna presente ad una delle degustazioni – Alessandra mi ha dato la forza di sperare» «Credo molto in quello che faccio – spiega Spagna – e voglio diffondere la cultura del tè, perché penso che ci sia bisogno anche di fermarci, di riflettere e di essere presenti sul presente. Essere qui e ora, insomma. E, poi, ho deciso di rimettermi in gioco, di trasformare una grande passione in un nuovo stimolo e in un nuovo entusiasmo che riporterò in classe ai miei studenti, come ho sempre fatto».
Marzia Borzi





