È stata presentata nei giorni scorsi una delle iniziative sociali più strutturate e ambiziose degli ultimi anni: l’Emporio solidale “Radici”, frutto di un’alleanza inedita tra Amministrazione Comunale, associazioni storiche del territorio e parrocchie cittadine. Un progetto che non nasce dal nulla, ma da un percorso condiviso, dichiarato apertamente anche nella “Lettera di Intenti”, tra Alveare, Grimm Cantieri di Solidarietà e Caritas parrocchiale: tre realtà, pur diverse per origine e vocazione, ma unite da “un forte radicamento nel territorio e dalla propensione all’aiuto del prossimo”. L’Emporio ha trovato sede nei locali del Centro David, in corso Martiri, e sarà gestito dalla neonata associazione “Radici”, un organismo di secondo livello pensato per coordinare competenze e risorse. L’obiettivo è chiaro: offrire un sostegno alimentare e materiale alle famiglie in difficoltà, ma soprattutto costruire un modello capace di andare oltre la semplice distribuzione di beni. Nella “Lettera di Intenti” si sottolinea infatti che le fragilità sociali richiedono sempre più risposte “capaci di andare oltre l’aiuto materiale, offrendo dignità, ascolto, accompagnamento e soprattutto istruzione e formazione”. Una dichiarazione che ha trovato eco anche nelle parole dell’abate Cesare Cancarini durante la serata di presentazione al Gloria; «È stato scelto il nome “Radici” perché le radici non fanno rumore, non si vedono, eppure sono loro che portano acqua e nutrimento». I primi aiuti saranno destinati a circa 140 famiglie, per un totale di 500 persone, ma, come ha ricordato don Cancarini, “Questo è solo l’inizio”. L’Emporio offrirà generi alimentari, prodotti per l’igiene, abbigliamento e materiale scolastico. L’accesso avverrà tramite tessera sanitaria, con un sistema a punti che permetterà di monitorare i ritiri e garantire equità. Non mancheranno spazi dedicati all’ascolto, all’accompagnamento relazionale e al supporto per integrazione e lavoro. Il Comune di Montichiari sosterrà la struttura nei primi 12 mesi, coprendo gli oneri per le attrezzature, e continuerà a contribuire negli anni successivi con fondi destinati alle derrate alimentari. L’assessora ai Servizi Sociali Rossana Gardoni ha annunciato la creazione di un gruppo di supervisione che definirà i criteri di accesso e monitorerà il funzionamento dell’Emporio. Al momento l’Emporio Radici è un progetto solo monteclarense, ma l’ambizione dichiarata è quella di costruire un modello replicabile, capace di unire energie e competenze per rispondere in modo sistematico alle fragilità dei territori. Accanto alla distribuzione, l’Emporio attiverà un sistema di donazioni e rilancerà la formula delle “adozioni a distanza” di famiglie in difficoltà. Le associazioni coinvolte collaborano già con l’Ortomercato di Brescia e con diverse aziende alimentari del territorio, creando un circuito virtuoso che punta a ridurre gli sprechi e aumentare la solidarietà.
Marzia Borzi





