Un importante tassello della memoria culturale monteclarense torna a disposizione della collettività. La biblioteca del Museo Lechi, composta da oltre un migliaio di volumi appartenuti alla storica famiglia Lechi, è stata ufficialmente restituita alla città e resa accessibile a studiosi, ricercatori e appassionati grazie a un articolato lavoro di recupero, catalogazione e valorizzazione. L’annuncio è stato uno dei momenti più significativi dell’ultima edizione della Notte della Cultura, durante la quale è stata presentata al pubblico una raccolta che rappresenta molto più di un semplice insieme di libri. Si tratta infatti di un patrimonio capace di raccontare la storia, gli interessi culturali e il percorso intellettuale di una delle famiglie che hanno lasciato un’impronta profonda nella storia del territorio. Il recupero della biblioteca è stato possibile grazie alla collaborazione tra il Museo Lechi, MontichiariMusei e il Sistema Bibliotecario Brescia Est. Decisivo anche il contributo della bibliotecaria Lara Favalli. I volumi oggi consultabili a Montichiari si affiancano alle opere d’arte già custodite nel museo, contribuendo a ricomporre un patrimonio culturale unitario. Accanto ai libri, la donazione comprende anche documenti e fotografie commissionati in passato per la realizzazione di un’opera dedicata alle dimore bresciane. Materiali preziosi che testimoniano aspetti della vita quotidiana, degli ambienti domestici e dei paesaggi del territorio, offrendo agli studiosi nuove opportunità di ricerca. A sottolineare il valore dell’iniziativa sono stati l’assessore alla Cultura Martina Varone, il direttore di MontichiariMusei Federico Troletti e Alberto Bettinazzi, coordinatore del Sistema Bibliotecario Brescia Est. Con l’ingresso della biblioteca Lechi nel Sistema Bibliotecario Brescia Est, Montichiari acquisisce inoltre un nuovo polo di interesse per ricercatori, professionisti e studenti. La raccolta arricchisce l’offerta culturale cittadina e rafforza il ruolo del Museo Lechi come luogo non solo di conservazione, ma anche di studio e produzione culturale. Attualmente i volumi catalogati superano il migliaio e comprendono pubblicazioni di diversa natura, raccolte nel tempo dalla famiglia Lechi per motivi di studio, interesse personale e ricerca. Un patrimonio che da oggi non appartiene più soltanto alla storia di una famiglia, ma diventa un bene condiviso, a disposizione dell’intera comunità e delle future generazioni.
Marzia Borzi





