L’I.A. rappresenta lo “specchio” dell’intelligenza umana; è figlia a tutti gli effetti dell’intelletto umano che l’ha creata, fatta crescere ostinatamente contro tutto e contro tutti inizialmente e che continua tutt’ora a “nutrirla” inesorabilmente con cura a dir poco morbosa.
A molti fa paura, come da sempre ci hanno impaurito le cose nuove, le novità sconosciute e un pò astruse, con le quali, inizialmente non avevamo molta dimestichezza.
Considerando i pro e i contro, sarà davvero così indispensabile come tanti vogliono far credere ?
Una cosa è certissima, un così pratico e velocissimo aiuto al nostro cervello, a lungo andare, indebolirà le nostre capacità di intuito, di calcolo e di percezione, ed altererà le potenzialità naturali del nostro straordinario cervello. Giovani e giovanissimi sono letteralmente affascinati e trascinati totalmente da questi modelli innovativi di fare comunicazione, perchè quest’ultimi fanno dell’interazione il loro campo di battaglia vincente ed avvincente, il loro punto strategico di forza, consentendo agli utenti la creazione di contenuti personalizzati intimamente connessi. Tutto ciò va a scapito dei programmi culturali televisivi e soprattutto a scapito dei libri stampati di storia, letteratura, narrativa, eccetera, i quali rappresentano una fonte di apprendimento notevolissima, insostituibile e genuina, oltre che molto più pratica. In modo particolare i giovanissimi, considerano la tv e i libri in generale come elementi “statici”, li vedono come un qualcosa che si può solamente “subire” senza avere possibilità alcuna di interagire in qualche maniera con essi, e di conseguenza, purtroppo, cercano di relegarli in un angolo del dimenticatoio ad oltranza, mentre i social e gli IA vengono da loro osannati perchè li rendono partecipi, protagonisti attivi in prima battuta. L’IA e lo sviluppo tecnologico esasperato ed inarrestabile, corrono molto più veloci delle normative al riguardo con rischi annessi e connessi. Entrando nel dettaglio del ragionamento, sento doveroso affermare con fermezza granitica che le risposte “plausibili” date dall’IA, seppur notevoli e veloci, non significano sempre risposte veritiere al 100% e neppure si possono considerare risposte “perfette” a trecentosessanta gradi, cosa che solamente un cervello umano può elaborare con meticolosa concentrazione e con la giusta percezione.
I benefici sono davvero superiori ai pericoli reali che può generare nel tempo ?
Analizzando in modo approfondito tutte le possibilità reali e non, che possono scaturire dal velocissimo progresso dell’IA, se ne deduce che dobbiamo imparare a tenere a bada la voglia smaniosa di eccellere e primeggiare a tutti i costi, andando verso lidi inesplorati, dobbiamo essere più coscienti che progredire prendendo subito “l’autostrada” del progresso scientifico e tecnologico e viaggiare sempre alla massima velocità verso un unica direzione senza la consapevolezza di osservare tutti i “segnali stradali” , (paradossalmente parlando) e tutti i segnali premonitori del nostro istinto di sopravvivenza e di conservazione, corriamo seriamente il pericolo di sprofondare nelle velleità umane assieme alla frenetica arroganza dell’ambizione più sofisticata e smodata, e corriamo altresì il pericolo di non rispettare minimamente i principi etici e di non tenere più in considerazione tutti i diritti fondamentali propri degli esseri umani.
Era chiaro sin dall’inizio che marchingegni tanto sofisticati ci avrebbero spinti verso un baratro che non dà nessuna risposta riguardo agli effetti negativi collaterali. Quando l’esaltazione rasenta il parossismo, seppur in buona fede, si innesca la pretesa insensata di spingere il “cambiamento” verso l’innovazione più elaborata spinta all’eccesso, oltre i limiti della percezione umana e che si auto-trasformerà inevitabilmente e forse irreparabilmente in “qualcosa” che non sarà più a misura d’uomo.
Altra osservazione assolutamente doverosa da tenere in primo piano e da inserire nelle conseguenze nefarie di un progresso a “briglia sciolta”, è l’altissimo inquinamento che ne deriva : cinque milioni di tonnellate di rifiuti tossico-nocivi altamente inquinanti e difficilissimi da smaltire, ogni due anni solamente, derivanti dallo smantellamento delle apparecchiature elettroniche in disarmo, rappresentano un problema non indifferente.
Carlo Piardi
Presidente Ente A.S.A





