Tra le osservazioni al PRGR da parte del Consigliere Provinciale delegato all’Ambiente Marco Togni e del Presidente della Provincia Emanuele Moraschini, c’è la richiesta di introduzione urgente di un fattore di pressione provinciale per lo smaltimento rifiuti. L’istanza nasce dall’aver preso atto che la Provincia di Brescia è quella che più delle altre in Lombardia detiene il record di discariche presenti sul territorio ed è finalizzata ad impedire la realizzazione di altri impianti di smaltimento in aree in cui questi risultano già presenti in alta concentrazione. «Regione Lombardia, con l’approvazione del PRGR del 2014, è stata la prima e a oggi l’unica regione italiana ad introdurre il fattore di pressione dando dimostrazione di un processo di cambiamento nell’approccio politico alla tutela del territorio lombardo – ha dichiarato Togni – Brescia tra tutte le province lombarde è quella che detiene il record di discariche ante norma, di discariche post norma cessate o chiuse e il record di discariche in attività. Tale situazione, diventata insostenibile, ha bisogno ora di una presa di coscienza e passi concreti per garantire il futuro del nostro ambiente e delle generazioni future. Pertanto si richiede urgentemente l’introduzione di un fattore di pressione provinciale che tenga conto del quantitativo totale dei rifiuti già tombati (ante e post norma), del quantitativo residuo autorizzato e dello stretto fabbisogno per l’autosufficienza provinciale. Se la normativa nazionale vigente stabilisce il principio dell’autosufficienza regionale per la gestione dei rifiuti, il passo ora da compiere è l’introduzione del principio di autosufficienza provinciale. Realizzare nuove discariche o ampliare le esistenti adducendo alle necessità provinciali e/o regionali, in realtà atte poi ad accogliere i rifiuti (intesi come merce) da tutta Italia, non può essere ulteriormente accettato e tollerato. Se evidentemente non si può infrangere la libera circolazione delle merci – in questo caso rifiuti – si può però limitare la loro concentrazione futura in un determinato territorio per ragioni ambientali, alla evidente fragilità delle matrici ambientali nonché al quantitativo di rifiuti già presente. I rifiuti speciali posti a dimora nelle discariche bresciane sono 15 volte quelli del resto della Lombardia se visti per numero di abitanti e quasi 10 volte quelli del resto della Lombardia per ogni chilometro quadrato (anche se in quest’ultimo caso andrebbe detratta la montagna). I rifiuti speciali in discarica per abitante, infatti, (Lombardia 10.042.449 ab, Brescia 1.266.618 ab, Lombardia senza Brescia 8.775.831ab) a Brescia sono 15,64 t/ab, nelle altre province lombarde 0,95 t/ab. I rifiuti speciali in discarica per chilometro quadrato (Lombardia 23.863,65 km², Brescia 4.784,36 km², Lombardia senza Brescia 19.079,29 km²) sono: a Brescia 4.140,83 t/km², nelle altre province lombarde 440,47 t/km². Relativamente al fattore di pressione, introdotto dapprima nel 2014 e poi ulteriormente modificato riducendolo nel 2017, non può essere derogato nonché esprimiamo parere fortemente contrario alla realizzazione di nuove discariche e/o all’ampliamento di quelle esistenti pronte ad accogliere rifiuti sia extra provinciali che extra regionali per le sole finalità di lucro da parte di operatori privati in luogo invece delle reali necessità ambientali».
Marzia Borzi





