Un progetto innovativo finanziato dall’Europa potrebbe aprire nuove prospettive nel campo della nutrizione e della medicina di precisione e tra i ricercatori che ne faranno parte c’è lo scienziato monteclarense Mirko Treccani. “Xenopred, questo il nome, è diretto e gestito dal Prof. Pedro Mena e personalmente ritengo sia una grande sfida, anche solo per la natura del bando: sappiamo che avrà numerosi “risks”, ma sono proprio questi risks a spronarci a fare del nostro meglio, motivandoci a esplorare ancora di più l’intersezione tra nutrizione di precisione e medicina personalizzata. Cercheremo di dare il massimo”, dichiara a Paese Mio lo stesso Treccani che nei mesi scorsi è risultato assegnatario di una borsa di ricerca biennale da parte della Fondazione Umberto Veronesi. “La variabilità individuale nel metabolismo dei farmaci – dichiarano dall’Università di Parma dove Treccani opera – rappresenta una delle principali criticità nella pratica clinica e nello sviluppo farmaceutico. Effetti avversi, inefficacia terapeutica e fallimenti nei trial clinici sono spesso legati all’incapacità di prevedere come un individuo metabolizzerà un farmaco.
Le strategie attuali, basate soprattutto su marcatori genetici, non riescono però a cogliere l’intera complessità biologica del metabolismo dei farmaci, in cui gioca un ruolo crescente anche il microbioma intestinale. L’idea innovativa è usare i composti della dieta come “sonda” del metabolismo. Il progetto finanziato dall’Europa introduce un approccio completamente nuovo: utilizzare i (poli)fenoli provenienti dalla dieta come sonde funzionali sicure per misurare la capacità individuale di metabolizzare composti xenobiotici, inclusi i farmaci. Questi composti naturali sono ampiamente consumati nella dieta, condividono vie metaboliche con molti farmaci, possono essere utilizzati in test non invasivi e standardizzati.
Su questa base, il progetto svilupperà una piattaforma predittiva che integra firme metabolomiche derivate dal metabolismo dei (poli)fenoli, profili genetici umani (profili di rischio poligenico), e indicatori del microbioma intestinale”. La ricerca che verrà messa in atto sarà quindi validata su alcuni farmaci di uso comune “con l’obiettivo di predirne il metabolismo individuale prima della somministrazione”. Un traguardo importante a cui Treccani, definito dal sito dell’ateneo parmigiano “pilastro fondamentale del progetto”, e tutto lo staff guidato da Mena guardano con particolare entusiasmo. Dopo la laurea in Bioinformatica e la magistrale in Molecular and Medical Biotechnology conseguite presso l’Università degli Studi di Verona, lo scienziato monteclarense ha ha svolto il suo dottorato in Scienze Applicate della Vita e della Salute presso il GM Lab dell’Università degli Studi di Verona. Il suo impegno professionale gli è valso importanti collaborazioni con realtà quali la University of Cambridge, l’Erasmus Medical Center Rotterdam e la Harvard Medical School nonché l’attribuzione, nel 2024, della 27a borsa di studio “Francesco Rodella” per il progetto dal titolo “Verso un modello poligenico per la Granulomatosi Eosinofila con Poliangioite”.
Federico Migliorati




