Venerdì 9 ottobre 2026

Quattro vittorie e una stagione da incorniciare: Treccani e Caveglia puntano alla finale nazionale

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È una stagione dai risultati alterni quella vissuta dal team di rally bresciano Treccani-Caveglia, ma con un programma che, fortunatamente, sta regalando soddisfazioni ben oltre le aspettative. Dei tre progetti inizialmente messi in campo dal navigatore monteclarense insieme ad altrettanti piloti, ben due hanno dovuto subire uno stop: quello con Davide Trinca Colonel, nonostante un ottimo avvio, si è interrotto dopo due ritiri, mentre quello con Nicolò Falconi non è riuscito nemmeno a partire a causa della rinuncia di alcuni sponsor e della conseguente mancanza di budget.

A gonfie vele procede invece il programma con Fabrizio “Cave” Caveglia, protagonista di una partenza praticamente perfetta: quattro vittorie di classe in altrettante gare disputate; risultati che valgono al momento la testa sia della Coppa Rally di 1ª Zona, che comprende Alto Piemonte e Valle d’Aosta, sia del Trofeo Pirelli.

All’appello mancano soltanto due appuntamenti e già dalla prossima gara, in programma nei prossimi giorni, potrebbe arrivare la conquista del Trofeo Pirelli e, con essa, il pass per la finale nazionale di metà novembre a Lucca, dove si confronteranno i migliori equipaggi qualificati nelle rispettive zone.

«È una stagione un po’ strana, fatta di alti e bassi – racconta Treccani– ma con il “Cave” sta andando davvero alla grande. Ora non ci resta che incrociare le dita e impegnarci al massimo affinché tutto vada per il verso giusto». Merito di un risultato così entusiasmante, come sempre sottolinea il navigatore monteclarense, è anche della scuderia V-Mat Racing e dei tanti sponsor che hanno voluto sostenere la cavalcata del team bresciano. «Un assetto impeccabile e un’assistenza degna di nota sono ingredienti essenziali per riuscire a tagliare il traguardo nel minor tempo possibile – conclude – Altrettanto, la fiducia dei nostri sostenitori non ha davvero prezzo: senza di loro nulla di ciò che facciamo sarebbe possibile, e gliene siamo profondamente grati».

Leonardo Binda

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