Alla nuova edizione di EXPO Montichiari, tra stand affollati e un pubblico in costante movimento, c’è stato un esordio che in questi giorni ha catturato l’attenzione degli appassionati di Arte. Per la prima volta ha esposto, in quella che è tra le mostre mercato più interessanti della Lombardia, Salvatore Montemagno fotografo monteclarense che negli ultimi anni ha saputo ritagliarsi uno spazio sempre più riconoscibile nel panorama artistico nazionale e internazionale. Solo cinque i fotografi selezionati per la mostra: una scelta che rende la sua partecipazione ancora più significativa. Montemagno ha portato a EXPO il suo sguardo inconfondibile fatto di ritratti ambientali e concettuali che non si limitano a rappresentare un volto, ma cercano di evocare un mondo interiore. «Voglio che dietro i miei progetti si percepisca il non detto», racconta l’artista, sintetizzando così la poetica che guida il suo lavoro. Una ricerca che parte spesso dai luoghi: «Cerco ambientazioni che mi ispirino, talvolta anche a centinaia di chilometri di distanza. A volte li ho trovati nelle campagne della Bassa, talvolta a Mantova, altre addirittura in una villa palladiana nel Vicentino. Sono spazi che parlano, che suggeriscono storie». Accanto ai luoghi, le modelle: figure sospese, “bellezze senza tempo”, come le definisce lui stesso, con outfit che sembrano sottratti alla cronologia per diventare simboli. Con alcune di loro le collaborazioni proseguono da anni, segno di un dialogo creativo che si rinnova e si approfondisce. Il percorso di Montemagno, però, non si ferma ai confini locali seppur importanti dell’Expo. Negli ultimi anni l’artista – fotografo ha ottenuto numerosi riconoscimenti anche internazionali, con premi a Budapest e Londra. È stato chiamato come giurato in concorsi esteri e ha partecipato a diverse mostre e collettive in tutta Italia, tra cui una rassegna parallela al Festival del Cinema di Venezia. Un curriculum che testimonia una crescita costante, alimentata da una passione nata nel 1982 e trasformata radicalmente dall’avvento del digitale: «Con il digitale ho raggiunto il mio anno zero. La post-produzione mi permette di concentrarmi su un vero e proprio atto creativo». E se molti fotografi scelgono il bianco e nero per esprimere profondità, Montemagno rivendica con decisione la sua identità: «Io sono un fotografo a colori, perché anche il colore esprime le mie emozioni». Una dichiarazione che trova conferma nelle sue opere, dove le tonalità non sono mai decorative ma parte integrante della narrazione. Dopo EXPO Montichiari, l’artista porterà nei prossimi mesi in mostra a Desenzano il progetto “Le affinità elettive”, un lavoro che promette di ampliare ulteriormente il suo dialogo con il pubblico e con i territori che lo ispirano.
Marzia Borzi





