Martedì 13 ottobre 2026

Sanità lombarda in affanno, a Montichiari tempi d’attesa infiniti per una prestazione sanitaria. Come accedere al percorso di garanzia

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«La sanità lombarda sta attraversando una fase complessa» È questa la prima affermazione di un comunicato stampa diramato dopo la discussione avvenuta sull’argomento “Sanità in Lombardia”, nella sessione straordinaria del Consiglio Regionale, tenutosi martedì 10 febbraio. E non servono le constatazioni dell’Ente regionale per rendersi conto che le liste d’attesa di accesso ad una prestazione sanitaria in Lombardia sono infinite e arrivano addirittura anche a 18/24 mesi. Non fa eccezione in questa criticità nemmeno l’ospedale di Montichiari che, anzi, a causa della ristrutturazione in atto, funziona in certi reparti (come radiologia) a prenotazioni ridotte e dove i pazienti faticano in certi casi a trovare una prestazione accessibile prima di 18 mesi. «Questi fenomeni sono il riflesso di cambiamenti profondi della società – sottolinea la nota regionale – Oggi le persone malate o invalide vivono più a lungo grazie ai grandi progressi della medicina e ciò comporta una maggiore domanda di cure, controlli e assistenza continuativa, che inevitabilmente incide sui tempi e sull’organizzazione dei servizi. Regione Lombardia sta mettendo in campo azioni concrete per affrontare le difficoltà, intervenendo su personale, organizzazione territoriale e riduzione delle attese. Serve però uno sguardo onesto sulla realtà: il sistema va sostenuto, migliorato e accompagnato in una fase di forte trasformazione». Cosa può fare concretamente il cittadino in attesa che Regione Lombardia trovi nuove strategie di miglioramento? A rispondere a questa domanda è il dottor Giovanni Poggialini dell’ASST dell’Ospedale Civile di Brescia che sottolinea come sia possibile accedere al cosiddetto “Percorso di Garanzia” che si attiva quando i tempi di attesa per visite o esami superano i limiti previsti (classi di priorità U, B, D, P), garantendo la prestazione nei tempi stabiliti. «Il sistema fa rete – spiega Poggialini – affinché venga garantito al cittadino il diritto a svolgere la visita specialistica o l’esame nei tempi indicati dalla classe di priorità (3 giorni se è Urgente, 10 se è Breve, 30 per una visita e 60 per un esame se è Differibile, 120 se è Programmabile). Se l’operatore del centro di prenotazione contattato non trova un posto nell’ospedale richiesto deve estendere subito la ricerca a tutte le strutture della Asst di riferimento o a tutto il territorio provinciale. Nel caso non fosse proprio possibile trovare ancora una disponibilità entro i tempi stabiliti, si deve richiedere di essere inseriti in una lista dedicata in modo da poter riprogrammare l’appuntamento secondo la priorità e venire quindi ricontattato per concordare l’appuntamento». È bene sottolineare che non sempre il Percorso di Garanzia viene proposto da chi si trova allo sportello ma che va richiesto e che se anche in questo caso non si riuscisse a trovare disponibilità, la struttura a cui ci si è rivolti organizzerà una visita in libera professione facendo pagare, se dovuto, solo il ticket.

Marzia Borzi

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