Se paragonassimo il Parco dell’Oglio a una fitta trama, composta da alberi, vegetazione, rivoli e viuzze, la Green Way, la “via verde” ciclopedonale gestita e realizzata negli ultimi decenni, ne sarebbe senz’altro l’ordito. Il legame che unisce questa unica strada alle comunità che attraversa è tanto profondo da essere ormai divenuto intimo patrimonio del loro sentire. E se è vero che il sogno di rendere percorribile l’intero corso del fiume – dalla confluenza dei torrenti Narcadello e Frigidolfo allo sbocco nel Po – non è tappa finale ma anzi step intermedio di un percorso durato anni, oggi l’Ente Parco non ha esaurito il suo impegno nello sviluppo della rete viaria e nella riqualificazione dei tratti maggiormente soggetti all’usura del tempo e all’azione degli agenti atmosferici.
Solo per ricordare gli ultimi interventi promossi, a giugno 2025 s’è conclusa la messa in sicurezza del collegamento tra i Comuni bresciani di Seniga e Alfianello, grazie a un finanziamento di Regione Lombardia pari a ben 300mila euro, e solo pochi mesi dopo, a ottobre, è stato tagliato il nastro del nuovo ponte ciclopedonale a collegamento degli abitati di Urago d’Oglio e Calcio, anch’esso frutto di un cospicuo impegno economico garantito dal Piano Lombardia varato nel 2020 e della compartecipazione finanziaria garantita dal Parco e dai Comuni interessati.
«Il 2025 è stato un vero anno di svolta per molti lotti della nostra Green Way: grazie alla prontezza degli Uffici del Parco e grazie al grande impegno dei tecnici coinvolti, molti progetti candidati a bandi e a varie progettualità strategiche sono stati riconosciuti meritevoli di pieno sostegno – commenta il presidente del Parco Oglio Nord Luigi Ferrari – Nell’insieme, in una sola annualità, quasi due milioni di euro sono stati investiti per rendere la “mobilità dolce”, garantita proprio dalla presenza della Green Way, non più un obiettivo irrealizzabile, ma anzi un progetto in cui credere e su cui concentrare il nostro impegno anche negli anni a venire».
Fortemente sostenuto dalle nuove politiche europee e, di conseguenza, anche dai singoli governi nazionali, questo nuovo paradigma sta emergendo come concreta alternativa al movimento “su gomma”, producendo quali benefici effetti non solo la riduzione del traffico e delle emissioni, ma anche lo sviluppo di una sempre maggiore consapevolezza delle bellezze e della ricchezza del nostro territorio, senza rinunciare a praticità e sicurezza.
«Nel corso di questi anni molti dei progetti realizzati sarebbero stati un completo miraggio se il Parco non avesse avuto il sostegno di Regione Lombardia e dei tanti Comuni che insistono sul suo territorio continua il Presidente – Sono profondamente convinto che l’unicità del Parco sia divenuta elemento catalizzante delle istanze di città e paesi con priorità anche molto diverse, benché uniti nel desiderio di costruire intorno a questo “polmone verde” sempre più occasioni di vita, di formazione e di crescita delle proprie comunità».
Un impegno che continua e si rinnova, che scorre come la corrente del fiume e che, al pari di quest’ultima, non accenna a fermarsi neppure di fronte alle più grandi avversità.
Leonardo Binda





