Venerdì 28 agosto 2026

Il Calendesercito 2026 presentato alla Fondazione dei “Filosofi lungo l’Oglio” di Villachiara

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C’è un luogo, lungo le sponde dell’Oglio, dove il tempo sembra rallentare per lasciare spazio al pensiero. A Villachiara, nella sede della Fondazione Filosofi lungo l’Oglio lo scorso 16 gennaio per la prima volta, si è tenuta la presentazione del CalendEsercito 2026. L’evento ha abbandonato i fasti consueti delle grandi metropoli dove viene di solito unicamente illustrato, per abbracciare la provincia, scegliendo come palcoscenico un luogo di fermento culturale che da anni, sotto la guida illuminata di Francesca Nodari, interroga il senso dello stare al mondo.
L’auditorium della Fondazione, immerso nella quiete della campagna, accanto alla padrona di casa, la filosofa morale Francesca Nodari, ha ospitato tra i relatori il generale Carmine Sepe, comandante del Comando militare Esercito Lombardia e il cadetto Diletta Grotto della scuola militare Teuille di Milano. In platea erano presenti i maggiori rappresentanti delle forze dell’ordine del territorio, Carabinieri, Vigili del fuoco, Polizia locale, il senatore Gianpietro Maffoni, il sindaco di Orzinuovi Laura Magli, diversi sindaci del territorio fino al primo cittadino di Terre Basse, Giovanni Benzoni, a testimoniare che i valori non sono concetti astratti, ma radici che affondano nella terra.
Il tema del Calendario 2026, “Lo giuro”, non è solo un omaggio all’ottantesimo anniversario della Repubblica, ma una sfida lanciata alla liquidità dei nostri tempi. Emozionante e interessante il generale Sepe nel tratteggiare l’Esercito come una doppia famiglia, fondata su studio e sacrificio, mentre Francesca Nodari ha sollevato il velo sulla portata etica dell’opera.
“Secondo me – ha detto la Nodari – i valori militari come la bandiera, la Costituzione, la patria, la Repubblica e l’onore non sono polverosi cimeli, ma la bussola necessaria per non naufragare nel biancore dell’indifferenza. I valori militari ci inducono a riflettere sulle aporie della nostra contemporaneità – ha continuato – dove, come scrive Le Breton, il legame sociale è spesso ridotto a dato ambientale e non a esigenza morale. Pronunciare “Lo giuro” è un atto performativo: significa far coincidere il dire con il fare, rompere l’isolamento per aprirsi all’altro e ci fa sentire ancora umani”.
C’è un’eleganza intrinseca nel lavoro che la Fondazione svolge a Villachiara: quella di riportare l’umano al centro. In un’epoca di infocrazia e algoritmi, la Nodari ha ricordato che la filosofia non dà risposte preconfezionate, ma pone la grande domanda, la richiesta di senso. La scelta dell’Esercito di presentarsi tra questi filari e questi muri saturi di pensiero riconosce alla Fondazione il ruolo di custode di una sacralità laica.
Il CalendEsercito 2026, con la sua giovane donna in copertina, non è dunque solo un oggetto da sfogliare, ma un monito che il dovere non è un peso, ma la forma più alta di libertà. E che la provincia, quando è guidata da menti come quella di Francesca Nodari, sa parlare con una voce più chiara e potente di qualsiasi metropoli.

Silvia Pasolini

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