La Rocca San Giorgio di Orzinuovi si prepara ad accogliere durante la Fiera un evento artistico di fascino e importante significato: dal 29 agosto al 21 settembre, le opere del noto artista orceano Uber e di sua figlia Alessia Gatti dialogheranno nella mostra “Per filo e per segno” all’interno delle sale del castello. Un’esposizione che promette di essere un viaggio intimo e potente tra due sguardi nati da un orizzonte familiare comune, ma capaci di esplorare traiettorie artistiche distinte, intrecciate da un legame profondo e creativo e da un filo invisibile che le unisce.
L’inaugurazione di sabato 30 agosto alle 18, vedrà la partecipazione di Laura Magli, sindaco di Orzinuovi; Carlo Mario Lombardi, presidente del Consiglio comunale con delega alle Politiche culturali; Gianpietro Maffoni, senatore della Repubblica e assessore ai Lavori pubblici; il prof. Giovanni Quaresmini, ex dirigente scolastico, e la prof.ssa Valentina Ottoboni.
“Per filo e per segno” è più di una semplice mostra – ci riferisce Lombardi – è un’esplorazione a due voci, dove il segno pittorico e il filo narrativo si incontrano, si osservano e si completano. La radice comune, separata dal tempo, ma unita da un filo reale fatto di carta e segno, attraversa l’intera esposizione, connettendo percorsi distinti che si sfiorano e si riconoscono. Questo elemento fisico e installativo, ma anche metaforico, lega insieme temi universali come il femminile, il labirinto, la ricerca e la continuità generazionale. Siamo immensamente orgogliosi di poter ospitare nella Rocca San Giorgio una mostra di alta qualità artistica. Le opere di Uber Gatti e di sua figlia Alessia sono molto belle, capaci di toccare corde profonde nell’animo di chi le osserva.. La loro presenza arricchisce il nostro tessuto culturale e dimostra come l’arte sia un linguaggio universale, che si nutre anche delle radici e dei legami più autentici”.
Uber Gatti, artista nativo di Rovigo ma oramai da oltre trent’anni residente a Orzinuovi, presenta una produzione sfaccettata che abbraccia quadri, tele, disegni e installazioni. Accanto alle opere pittoriche, l’artista proporrà costruzioni verticali realizzate con rami, materiali di recupero e oggetti raccolti, assemblaggi che evocano palafitte emerse da acque silenziose, un piccolo villaggio sospeso tra passato e presente, equilibrio e memoria.
Alessia Gatti, nata a Rovigo nel 1978 e formatasi all’Accademia Santa Giulia di Brescia, propone tele con collage che ricordano visivamente i mosaici. La sua peculiarità risiede nella pazienza e meticolosità con cui incolla, una ad una, letterine ritagliate da parole crociate. Da un gesto quotidiano, quello di sua madre intenta a risolvere cruciverba, Alessia trae ispirazione, trasformando volumi cartacei in veri e propri soggetti d’opera. Le letterine diventano il codice genetico delle figure, un medium sacro che rappresenta il linguaggio intrinseco della materia. L’installazione centrale di Alessia rielabora il mito del labirinto: il filo di Arianna prende forma in un grande gomitolo composto da strisce di carta intrecciate, trasformando frammenti di linguaggio in tessuto visivo. Le parole raccolte, compilate dalla madre, si caricano di un profondo valore affettivo, diventando traccia, codice, orientamento, come un Dna simbolico che incrocia vite, passioni e fatiche di due persone distinte. Orari di apertura: dal 29 agosto all’1 settembre: 10 – 12 / 15 – 22; dal 2 al 21 settembre: dal lunedì al venerdì 16 – 19; sabato e domenica 10-12 / 16 -19. Ingresso gratuito. In castello nel periodo della Fiera esporrà anche l’artista Jona una collezione dal titolo “Hemisphere, Art braille”, una mostra che consentirà di godere delle suggestioni dell’arte anche a una persona non vedente. Silvia Pasolini





