Dopo il rifacimento di piazza Garibaldi e del parco Alcide de Gasperi, ora la mano del restyling comunale arriva nel piazzale dell’Aeronautica.
E’ qui, in via Verolanuova, che la giunta comunale ha deciso di investire 600 mila euro frutto di oneri e monetizzazioni, per “sistemare un’area in condizioni di degrado, diventata negli anni più parcheggio che piazza, e trasformarla in uno spazio moderno, sicuro e accogliente, in una posizione strategica, vicino al parco De Gasperi e alle scuole medie. L’intervento è effettuato nell’ottica di una riqualificazione del centro storico, partita con la scorsa amministrazione guidata dal senatore Maffoni – come riferisce il sindaco Laura Magli.
L’idea è stata portata in consiglio comunale il 20 ottobre all’interno della variazione di bilancio di previsione, a cui la minoranza ha votato contro. I lavori dovrebbero partire la prossima estate. “Non si tratta di una semplice manutenzione, ma di una vera e propria opera di rigenerazione urbana – dice il sindaco. “Il progetto punta a restituire un’identità e una dignità a una zona percepita come disordinata, impraticabile e frammentata, riportandola nel tessuto cittadino. L’intervento è reso possibile grazie ai proventi derivati dalle monetizzazioni e dagli oneri urbanistici. Una somma cospicua che dimostra come le aziende e la gente credano ancora nel nostro territorio e abbiano deciso di investire qui”.
L’area ora è divisa in tre parti: un parcheggio a nord, uno spazio verde centrale con lo storico aereo al centro e un parcheggio a sud sede anche della fermata degli autobus
A sparire per lasciare il posto alla modernità sarà il vecchio jet Thunderflash RF-84F di fabbricazione statunitense, progettato per missioni di foto-ricognizione, posizionato nel 1975 dall’allora sindaco Aldo Leonardi, piantato nel centro dell’area verde come un monumento al cielo con i suoi 14 metri di lunghezza, e 10 metri di apertura alare, che per 50 anni ha vigilato sul piazzale come un guardiano d’acciaio. Inizialmente l’aereo era posizionato in mezzo a quattro filari di 12 cedri del Libano, che già nel 1998 erano perlopiù morti. Ora ne restano solo 5. Con tutta probabilità, dalle prime indiscrezioni, sarà donato ad un’associazione militare di Brescia.
“L’aereo è divenuto ormai pericolante, dal 2019 è transennato – spiega il sindaco – e per questo sarà rimosso: una decisione dolorosa, ma inevitabile, perché i costi di recupero e restauro sarebbero elevati. Ma soprattutto la ragione principale dello sgombero risiede nella necessità di rinnovare il linguaggio espressivo del monumento. Il piazzale manterrà comunque lo stesso nome e sarà sempre celebrativo dell’Aeronautica, rimarranno i cedri, ma l’intento è di guardare al futuro, alla tecnologia e al progresso, mettendo un altro monumento volto a onorare sì l’importanza storica e culturale dell’Aeronautica militare, ma con uno sguardo risolutamente rivolto al domani”. Un giro di pagina quindi, anche dal punto di vista simbolico.
“Due sono le funzioni attuali del piazzale: parcheggio e area verde, che risultano scollegate e frammentarie. Ora il progetto – spiega l’assessore ai Lavori pubblici, il senatore Gianpietro Maffoni – prevede di collegare parco e spazio di sosta creando una buona relazione anche dal punto di vista percettivo. La costruzione di un parcheggio di 66 posti auto in parte ombreggiati, aumentati di 4 unità rispetto ai precedenti, distribuiti lungo una nuova viabilità, percorsi pedonali protetti, una nuova pavimentazione, una fermata bus completamente rinnovata e un’ampia zona verde centrale, che diventerà un piccolo anfiteatro naturale per incontri e momenti di socialità. Il nuovo monumento sarà realizzato con un concorso di idee aperto a tutti gli artisti locali, che dovranno creare un nuovo simbolo da dedicare all’Aeronautica militare italiana”.
“In questo modo – chiude il sindaco – è dalla collettività che uscirà l’emblema per onorare un’istituzione importantissima per i primati raggiunti e per il ruolo svolto durante la guerra e la ricostruzione del paese, ma che oggi ha ancora grandissimo rilievo come forza di difesa e sicurezza, supporto alla comunità e motore economico e tecnologico”. Silvia Pasolini





