Mercoledì 26 agosto 2026

FRAM, il Museo di Rovato e della Franciacorta

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C’era il sapore del futuro, domenica mattina, tra le mura del nuovo edificio polifunzionale nell’area del Foro Boario. Alle ore 10:00, mentre all’esterno la storica fiera “Lombardia Carne” entrava nel vivo della sua 135ª edizione, al primo piano della struttura mercatale si è compiuto un rito atteso da tempo: il taglio del nastro del FRAM (Frammenti di Arte Moderna e Contemporanea).

Il nuovo polo museale non è solo uno spazio espositivo, ma una dichiarazione d’amore alla cultura che parte dal cuore della provincia per dialogare con il mondo. Sotto la spinta della Fondazione Bonetti Zucchetti, il museo nasce dalla volontà dell’Amministrazione comunale e dell’artista rovatese Beppe Bonetti di donare alla comunità una collezione di respiro internazionale, maturata in decenni di scambi e ricerca insieme alla compianta moglie Angela Maria Zucchetti.

Il percorso espositivo offre uno sguardo profondo sulle correnti che hanno segnato il Novecento e il nuovo millennio: dal Secondo Futurismo al Dadaismo, passando per l’astrattismo geometrico e il concettuale. Circa 90 opere di maestri italiani e internazionali (tra cui spiccano nomi come Roland De Jong, Leon Ferrari e Carlo Nangeroni) trovano ora casa in una struttura luminosa e moderna, che punta a diventare il fulcro culturale non solo della “capitale” della Franciacorta, ma dell’intera provincia.

L’emozione più forte per i cittadini di Rovato è stata però la riscoperta del “proprio” maestro. Un’intera sezione del FRAM è infatti dedicata a un nucleo di 23 splendide opere di Gerolamo Calca (1878-1957). L’artista, allievo dell’Accademia di Brera e figura centrale per la pittura locale del secolo scorso, è stato celebrato durante l’inaugurazione come un “tardo scapigliato” capace di catturare l’anima della sua terra attraverso ritratti intensi e paesaggi vibranti.

Vedere i volti e le atmosfere dipinte da Calca esposti a pochi passi dalle avanguardie contemporanee crea un cortocircuito affascinante: la tradizione rovatese che, invece di restare chiusa in collezioni private, accoglie e abbraccia il nuovo. L’edificio mercatale di nuova costruzione, inserito nel più ampio piano di riqualificazione del Foro Boario, si conferma così come una struttura poliedrica: non solo mercato e zootecnia, ma museo, archivio e sala multimediale.

«Il FRAM rivendica il ruolo della provincia come laboratorio culturale autentico», hanno commentato le autorità presenti. Con l’apertura di questo spazio, Rovato non si limita a celebrare il suo passato, ma si candida a diventare una tappa imprescindibile per il turismo culturale in Lombardia.

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