Davvero un traguardo importante per questa edizione di Lombardia Carne; la fiera, che rappresenta da oltre un secolo e mezzo l’identità agricola della Franciacorta e il legame profondo tra la comunità e il mondo dell’allevamento, è giunta infatti alla sua 135° edizione!
Dalle mandrie longobarde al mercato medievale, ai giorni nostri
Le radici di Lombardia Carne affondano in un passato sorprendentemente remoto. Le prime tracce risalgono all’età longobarda, tra la fine del V e l’inizio del IX secolo dopo Cristo. Furono le popolazioni provenienti dall’Europa orientale a dar vita a una primitiva esposizione periodica di animali nel piazzale antistante la chiesa di San Michele, sul Monte Orfano. In epoca medievale, mandriani e pastori della Valtellina e della Val Camonica conducevano le loro mandrie fino alla piazza rovatese, ponendo le basi di un mercato stabile destinato a segnare la storia del territorio.
Il 1480 rappresenta una data chiave. Dopo la devastante invasione di cavallette del 1477, che distrusse gran parte dei raccolti, e il ritorno della peste tra il 1478 e il 1479 (con botteghe chiuse, templi interdetti e case sprangate per il timore del contagio) Rovato conosce una nuova fioritura. Mentre si restaurava il castello con i suoi cinque torrioni, veniva inaugurato il mercato del lunedì, destinato a diventare un appuntamento fisso. Una conferma ufficiale arriva con la bolla Ducale del 5 luglio 1517, con cui il Doge riconosce a Rovato il diritto di tenere settimanalmente il mercato del bestiame. Il paese si afferma così come punto di confluenza tra il commercio di bestiame e carne della Val Camonica e quello della Franciacorta, diventando il principale centro di scambio dell’area.
L’intensità dei traffici spinge, nel 1617, i rettori di Brescia a imporre pesanti dazi e sanzioni (fino a 200 ducati) per chi vendeva capi senza regolare contratto. Con il tempo, però, le restrizioni si allentano e nell’Ottocento il bestiame affluisce senza certificazioni, con un semplice contributo di venti centesimi per capo. Il mercato subisce una breve interruzione durante la Repubblica Cisalpina, ma viene presto ripristinato da un decreto napoleonico. Con l’Unità d’Italia e la legge sui mercati del 1866, il commercio riprende slancio. Nel 1868 l’Amministrazione comunale introduce le prime norme regolamentari e inaugura la “Fiera di bestiame, formaggio e merci di qualsiasi altro genere”, in programma dal 6 al 9 luglio. Nel 1894 le cronache raccontano una piazza animata da venditori di burro e formaggi, cappellai, fruttivendoli, bottiglierie e osterie, in un vivace intreccio di odori e voci.
La fiera, inizialmente mobile, viene spostata a ottobre e richiama espositori da tutto il Nord Italia. Dal 1903 le edizioni diventano due, a marzo e a settembre. Memorabile quella del 1913, nata per promuovere l’immagine della Franciacorta, accompagnata dall’inaugurazione dell’acquedotto di corso Bonomelli, da un congresso provinciale di commercianti e agricoltori e da concerti e manifestazioni collaterali.
Nel 1928 viene istituita la Fiera dei bovini grassi, detta di Pasqua, che nel 1954 celebra la 66ª edizione come “Fiera del Bue e Manzo pasquale”. Il nome Lombardia Carne arrivò solo nel 1973, segnando una svolta moderna. La fiera si strutturò, si ampliò, si aprì a nuove categorie merceologiche e a un pubblico sempre più vasto. Ma il cuore rimase lo stesso: la qualità del bestiame e la professionalità degli allevatori. Negli anni successivi la manifestazione evolve nell’attuale Lombardia Carne, in programma circa quindici giorni prima di Pasqua e oggi tra le più importanti rassegne zootecniche e agricole del Nord Italia.
La nascita di un’identità tra tradizione e innovazione
La fiera, che si tiene nella storica area del Foro Boario, nella sua forma moderna, ha superato ampiamente i 130 anni di storia. Le sue radici, però, sono molto più antiche, affondando in oltre cinque secoli di attività mercantile rovatese. Oggi è considerata una delle manifestazioni più importanti del Nord Italia dedicata alla zootecnia, al mondo agricolo, alla gastronomia di eccellenza, alla valorizzazione delle produzioni tipiche della Franciacorta. Oltre all’esposizione di bestiame selezionato, la manifestazione è valorizzata dai concorsi morfologici, dalle degustazioni e preparazioni di prodotti e piatti tipici locali come il manzo all’olio (De.Co.), da incontri tecnici e convegni proposti dalle associazioni di categoria inerenti tematiche attuali legate al mondo della carne e dell’alimentazione.
La manifestazione è diventata un vero e proprio evento culturale, capace di raccontare la storia agricola del territorio e, allo stesso tempo, di guardare al futuro con attenzione a innovazione e sostenibilità. La fiera è diventata un laboratorio di idee: si parla di sostenibilità, di benessere animale, di innovazione nelle filiere produttive. E allo stesso tempo si celebra una storia che ha attraversato secoli, guerre, crisi agricole e trasformazioni sociali senza mai spezzarsi.
Per i rovatesi, Lombardia Carne non è solo un evento: è un simbolo identitario. È la memoria di un paese che ha costruito la propria prosperità sul lavoro dei campi e delle stalle. È la testimonianza di un territorio che ha saputo evolversi senza rinnegare le proprie radici.
Emanuele Lopez
(Fonti: www.lombardiacarne.org , www.enciclopediabresciana.it)





