Sabato 5 settembre, in una calda serata settembrina, piazza Cavour ha accolto il pubblico delle grandi occasioni per la rappresentazione de “La Traviata” di Giuseppe Verdi. Tutto esaurito e applausi hanno accompagnato l’evento, inserito nel programma della VII edizione del Premio Internazionale Franciacorta, rassegna culturale organizzata dall’associazione “In Vino Veritas”, guidata dalla “vulcanica” Mariuccia Ambrosini, con il patrocinio della Città di Rovato e il sostegno di numerosi sponsor.
L’evento è stato il primo di tre appuntamenti realizzati in collaborazione con Onav e l’associazione “Le Donne del Vino” e dedicati alla memoria di Pia Donata Berlucchi, la “Signora della Franciacorta”, scomparsa lo scorso aprile e madrina del Premio. Figura di primo piano della viticoltura bresciana e della Franciacorta, Pia Berlucchi ha contribuito in modo determinante alla crescita e alla notorietà internazionale del territorio franciacortino. Gli altri appuntamenti sono la giornata delle premiazioni del concorso letterario, domenica 7 settembre, e l’evento del 15 settembre alla Casina di Pievedizio, storica dimora di campagna dell’imprenditore Gianpietro Franchini, nell’ambito della “Sagra del Contadino”, con degustazioni dedicate alle eccellenze vitivinicole bresciane.
A condurre la serata è stata la giornalista bresciana Cinzia Reboni. Dopo il saluto il sindaco di Rovato Valentina Bergo, accompagnata dalla Giunta al completo, ha voluto sottolineare il valore della manifestazione: «È sempre una bellissima esperienza il Premio Franciacorta, che rappresenta al meglio il nostro territorio attraverso ciò che lo rende unico: cultura, vino, imprenditoria e identità. Siamo orgogliosi che le fasi finali si svolgano qui a Rovato, perché ci permettono di far conoscere la nostra comunità a chi ancora non la conosce o ne ha solo sentito parlare. Questa piazza e questo pubblico danno davvero risalto alla bellezza del nostro territorio. Grazie a tutti per essere qui questa sera a celebrarlo insieme».
Il sindaco ha quindi ringraziato Mariuccia Ambrosini, presidente dell’associazione “In Vino Veritas”, per aver ideato un Premio capace di raccontare la Franciacorta attraverso cultura, vino, territorio e imprenditoria. Tra un atto e l’altro hanno portato il loro saluto anche il presidente di Fondazione Cogeme, prof. Gabriele Archetti (presidente della commissione Storia del concorso), e il sindaco di Rodengo Saiano e membro del c.d.a. dell’associazione Terra di Franciacorta, Rosa Vitale. Entrambe le realtà sono partner del Premio.
Dopo un video dedicato alla Franciacorta e agli sponsor della kermesse, la consigliera di Pari Opportunità di Regione Lombardia Anna Maria Gandolfi ha ricordato la figura di Pia Berlucchi, protagonista assoluta della storia della Franciacorta. Donna di cultura, sensibilità ed eleganza, imprenditrice autorevole e figura nazionale del mondo del vino, per quarant’anni ha guidato l’azienda di famiglia Fratelli Berlucchi, contribuendo alla crescita della viticoltura bresciana e alla sua affermazione internazionale. È stata presidente dell’associazione Donne del Vino, vicepresidente nazionale ONAV (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vino), consigliera della Banca d’Italia Brescia e protagonista di numerose iniziative culturali e istituzionali. Ricordata come una leader dal “polso di ferro e guanto di velluto”, ha saputo coniugare determinazione, idealismo e capacità di ascolto, lasciando un’eredità che va oltre il vino: una visione del territorio come comunità, identità e civiltà.
Centro della serata, naturalmente, “La Traviata”, uno dei melodrammi più celebri di Giuseppe Verdi. Ispirata a “La signora delle Camelie” di Alexandre Dumas figlio e debuttata al teatro “La Fenice” nel 1853, l’opera racconta l’amore tra Violetta Valery, cortigiana parigina malata di tisi, e Alfredo Germont. Un sentimento sincero che si scontra con le convenzioni sociali dell’Ottocento e con l’intervento del padre di Alfredo, deciso a salvaguardare l’onore della famiglia. La separazione, la gelosia e il pregiudizio conducono al tragico epilogo, con Violetta che muore tra le braccia di Alfredo, arrivato troppo tardi.
Ottime le performance del cast, guidato dalla regia di Massimo Venturelli: Violetta Valery è stata interpretata dalla soprano Roberta Salvati, Alfredo Germont dal tenore Luigi Albani e Giorgio Germont dal baritono Corrado Cappitta. Completavano il cast Daniela Giazzon nel ruolo di Flora, Sonia Lubrini in quello di Annina, Marco Tomasoni come Gastone e Giuseppe, Luca Romano come barone Douphol e Angelo Lodetti come marchese D’Obigny. Di alto livello artistico il Coro Operistico Lombardo, (organizzatore Angelo Lodetti), e l’Orchestra Sinfonica dei Colli Morenici, diretta dal maestro Giuseppe Orizio con la collaborazione del maestro Piergiulio Mometti. Essenziali ma curati scenografia e costumi che hanno completato l’allestimento.
Nel corso della serata sono stati consegnati alcuni riconoscimenti: il “Premio Imprenditore dell’anno” a Paolo Streparava, premiato dal senatore Gianpietro Maffoni; il “Premio Speciale Franciacorta” a Enrico Caruna, consegnato dal sindaco Bergo, e il “Premio Speciale Franciacorta” alla ditta Carrara, consegnato dall’assessore Alberto Piva insieme al presidente del Consiglio Comunale ed ex sindaco Tiziano Belotti.
Prima dell’ultimo atto è intervenuta Mariuccia Ambrosini, organizzatrice del Premio, che ha ringraziato il pubblico e ricordato il ruolo decisivo di Pia Berlucchi nell’evoluzione della manifestazione, da nazionale a internazionale: «Con lei avevamo anche altri progetti, che sicuramente realizzeremo come da lei desiderato e in sua memoria».
Emanuele Lopez





