Presso l’Aula Magna “Paolo VI” dell’I.I.S. Lorenzo Gigli di Rovato si è tenuta la cerimonia di consegna delle Borse di Studio Valdigrano, giunta alla sua terza edizione. L’iniziativa, sostenuta dal Pastificio Valdigrano, ha riunito autorità cittadine, docenti e studenti in un momento di autentica celebrazione del merito e dell’impegno scolastico.
Nel corso della mattinata sono state assegnate venti borse di studio, del valore di 250 euro ciascuna, destinate agli studenti dei percorsi liceali, professionali e dei corsi regionali IeFP.
Un riconoscimento tangibile – come è stato sottolineato – “al merito e alla partecipazione attiva ai progetti più significativi dell’anno scolastico precedente”.
All’evento sono intervenuti Chiara Emilguerri, dirigente scolastica dell’Istituto “Gigli”, Roberta Martinelli, presidente del Consiglio comunale di Rovato, Valentina Bergo, assessore all’Istruzione, e Flavio Pagani, titolare del Pastificio Valdigrano. La cerimonia è stata condotta dal prof. Mattia Lancini.
Nel suo intervento, Teresa Pagani, direttore commerciale di Valdigrano, ha ricordato la vocazione dell’azienda a sostenere i giovani e il loro potenziale: “Sostenere i talenti e accompagnare i ragazzi nel loro percorso di crescita è per noi un impegno autentico. Ogni grande traguardo nasce da una scintilla di impegno e passione. Credere nei giovani significa credere nel futuro. A voi studenti, custodi del domani, il nostro augurio è di trasformare i sogni in progetti, e i progetti in realtà. Con orgoglio, siamo ancora una volta al vostro fianco.”
In un’epoca in cui la società pare spesso scambiare l’uguaglianza per uniformità, la cerimonia svoltasi al “Gigli” di Rovato ha offerto un prezioso richiamo al valore del merito come espressione di libertà interiore, dedizione e dignità umana. Riconoscere chi eccelle non equivale a sminuire gli altri, ma a ribadire un principio cardine della vita civile: il progresso comune nasce dalla valorizzazione delle singole eccellenze.
Il merito, nella sua accezione più nobile, non è competizione sterile né ricerca di supremazia, bensì consapevolezza del proprio talento e desiderio di metterlo al servizio della collettività. È frutto di una disciplina morale che unisce impegno e passione, conoscenza e responsabilità.
In questa visione, la comunità educante – composta da insegnanti, famiglie, istituzioni e mondo del lavoro – riveste un compito essenziale: non si limita a trasmettere nozioni, ma forma coscienze, suscita autonomia e alimenta la fiducia in un futuro condiviso.
Le Borse di Studio Valdigrano rappresentano un esempio concreto di come l’incontro tra scuola e impresa possa generare un orizzonte comune di crescita, fiducia e speranza.
celebrare il merito significa riaffermare una verità tanto semplice quanto fondamentale: l’eccellenza non è privilegio, ma dovere; e l’educazione, quando è autentica, diventa un atto collettivo di fiducia nell’avvenire.
Mauro Ferrari





