In occasione del centenario della presenza dei Salesiani Don Bosco a Chiari, la parrocchia di San Bernardino ha riproposto il presepe vivente, realizzato il 24 e il 25 dicembre e il 6 gennaio, coinvolgendo attivamente la comunità. Abbiamo chiesto al Don di raccontarci l’origine dell’iniziativa, la partecipazione dei volontari e il significato profondo che questo momento ha avuto per grandi e piccoli.
Buongiorno Don! Innanzitutto, il presepe vivente ha una tradizione storica a Chiari o è una novità per la parrocchia di San Bernardino?
Il gruppo di volontari e volontarie che ha organizzato questo presepe vivente l’aveva già fatto anni fa nelle cascine. Si è voluto, in occasione del centenario della presenza dei Salesiani Don Bosco a Chiari, celebrare questa ricorrenza rieditando il presepe vivente nel chiostro dell’antico convento.
Quante persone della comunità sono state coinvolte e con quali ruoli?
La coordinatrice di questo presepio è Marinella Salvoni, che è nel consiglio dell’oratorio e anche nel consiglio della comunità educativa pastorale, e che coordina quella che è la grande avventura del DL Day. I volontari a San Bernardino sono centinaia, è chiaro che non tutti lo fanno con la stessa intensità e tempistica, però è una macchina che si muove quando c’è Carnevale, il DL Day e, in questo caso, la macchina del presepe vivente, che ha coinvolto una cinquantina di persone. Hanno lavorato in parte per allestire la scena e in gran parte hanno anche scelto di interpretare le figure del presepe: innanzitutto Giuseppe e Maria, una coppia di sposi; gli angeli, interpretati dai preadolescenti e adolescenti; e poi le figure tradizionali, che corrispondono anche alle figure della tradizione agreste del territorio, come lo sgranatore di granoturco, l’oste… figure che appartengono alla tradizione del territorio, incarnate nella scena del Natale che di fatto corrispondono alle scene di vita quotidiana della Palestina.
I bambini hanno accolto con gioia la proposta?
Assolutamente sì. I bambini, solitamente, all’Epifania negli anni passati non sono risultati così numerosi come quest’anno, anche nella partecipazione al concorso del presepio, che può essere premiato come più creativo, tecnologico, eccetera. Abbiamo inserito nel presepio anche la luce della pace da Betlemme, che è stata accesa grazie agli scout e posta ai piedi della capanna, in modo tale che le famiglie potessero attingere di questa luce da portare nelle loro case. Certamente il presepe vivente ha riattivato delle dinamiche e ha anche rinforzato quelle che già c’erano, ha coinvolto e riacceso sentimenti legati al Natale che la secolarizzazione ha spento.
Il presepe vivente verrà riproposto nei prossimi anni?
Nelle attività degli eventi del centenario il presepe vivente sta sia al Natale del 2025 sia del 2026, quindi sicuramente verrà riproposto e arricchito, grazie ai volontari che hanno già pensato di rielaborare la proposta in maniera più efficace e ricca, tenendo conto del grande apprezzamento di questa iniziativa.
Per gli anni a seguire si vedrà se dare continuità a questa tradizione. Certamente per l’anno 2026, che è l’anno centenario, verrà riproposto sia la notte di Natale, sia il giorno di Natale, sia all’Epifania. Qualcuno si sta già attivando per far arrivare cammelli e dromedari: noi siamo comunque contenti anche di questa lombardizzazione!
Qual è la cosa che più ti ha colpito?
La cosa che mi ha colpito più di tutte è stata la partecipazione di bambini, adolescenti e ragazzi a questo momento. Vedere tanti giovani alla messa di mezzanotte mi ha riempito di gioia e soddisfazione.
Se dovessi lasciare un messaggio, un augurio a tutti i lettori, quale sarebbe?
A tutti i lettori di Paese Mio auguro un tratto particolarmente significativo del carisma salesiano, visto che celebriamo i 100 anni della presenza dei Salesiani Don Bosco a Chiari: l’allegria, la gioia.
Non la perfetta letizia francescana, ma un’allegria più leggera, spensierata, di una vita che viene illuminata e quindi alleggerita dalla consapevolezza che il Signore ci vuole bene, ciascuno secondo la propria vocazione.
Il presepe vivente si conferma così non solo come rievocazione della Natività, ma come esperienza capace di coinvolgere, unire e rinnovare il senso del Natale nella comunità. Questo appuntamento si inserisce in un calendario più ampio di celebrazioni: seguiranno infatti numerose altre iniziative promosse dai Salesiani per celebrare il centenario della loro presenza a Chiari. Un ringraziamento speciale va a Don Rossano per la guida attenta e costante che offre alla comunità, capace di accompagnare e coinvolgere persone di tutte le età. A tutti i lettori di Paese Mio Chiari, l’augurio di un buon 2026, ricco di allegria, partecipazione e speranza.
Ester Stella Guarneri





