Lunedì 12 ottobre 2026

Vittorio Pelati, trent’anni dalla scomparsa: il ricordo di Chiari e un’occasione per le nuove generazioni

Locandina Pelati

In occasione del trentesimo anniversario della morte dello scultore clarense Vittorio Pelati, la Fondazione Morcelli-Repossi lancia il concorso “Osservo. Penso. Creo.”, rivolto a bambine, bambini, ragazze e ragazzi. L’iniziativa invita i giovani a esprimere la propria creatività attraverso disegni, poesie o qualsiasi altra forma d’arte, con l’unico vincolo di essere veri e originali, creando opere capaci di parlare a tutti.

Pelati, nato a Chiari il 23 ottobre 1916, è scomparso tragicamente il 14 aprile 1995 in un incidente stradale mentre tornava in città, come faceva ogni anno, per partecipare alla Processione del Venerdì Santo insieme al gruppo dei partigiani delle Fiamme Verdi, onorando un voto fatto durante la Resistenza. La sua vita e la sua arte sono state profondamente legate a Chiari, dove rimane un forte legame culturale ed è ancora vivissimo il suo ricordo e la gratitudine dei cittadini clarensi per il suo lascito.

Grazie ai corsi d’arte della Pinacoteca Repossi, Pelati scoprì e sviluppò il suo talento fin da ragazzo, proseguendo poi gli studi all’Accademia di Brera sotto la guida di Marino Marini. Trasferitosi a Milano, affiancava al lavoro in fabbrica gli studi serali, costruendo una carriera intensa e riconosciuta, con esposizioni in numerose città italiane tra cui Roma, Bologna, Brescia e Genova.

La produzione artistica di Pelati spazia da figure umane in intensa contrazione fisica – pugili, acrobati, equilibristi – a opere sacre, crocifissi e figure femminili, tutte caratterizzate da una profonda sensibilità e da un equilibrio tra tradizione e modernità. Come ricorda il critico d’arte Carlo Munari, Pelati “riflette una vicenda umana profondamente interiorizzata… ha badato alla rappresentazione dell’uomo al fine di carpirne i valori più vivi, gli ideali, i sentimenti”.

Dal giorno dei funerali, la moglie Iris Polidori donò l’intera collezione di sculture alla Fondazione Morcelli-Repossi, insieme a un lascito per allestire le sale espositive oggi visitabili, a testimonianza del forte legame tra l’artista e la città di Chiari.

Il concorso nasce dal desiderio di avvicinare il messaggio di Pelati alle nuove generazioni, offrendo ai giovani un’esperienza simile a quella che lui ebbe da ragazzo, quando i corsi della Pinacoteca gli permisero di scoprire e sviluppare il proprio talento.

“Vittorio Pelati, durante la sua vita, ha raccontato con la sua arte il dolore e la fatica, ma anche la speranza e la gioia che ognuno di noi ricerca. Con questo concorso vi invitiamo a continuare il suo racconto con la vostra immaginazione, la vostra creatività e la sensibilità che vi contraddistingue. Mai come oggi c’è bisogno di guardare lontano e tendere la mano in segno di speranza e vicinanza, e l’arte sa fare proprio questo.”

Ester Stella Guarneri

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