Cosa accade davvero al nostro cervello quando assaggiamo un alimento, proviamo un prodotto o entriamo in contatto con qualcosa di nuovo? E’ uno degli interrogativi al centro del prossimo incontro del ciclo “In poche parole”. A salire sul palco del teatro Politeama di Manerbio, venerdì 30 ottobre alle ore 20.30, sarà Mario Ubiali CEO di Thimus. Durante l’incontro dal titolo “Il futuro del cibo. Le frontiere della scienza, le radici dell’istinto umano”, Ubiali porterà il pubblico dentro un territorio nel quale neuroscienze, tecnologia e alimentazione si incontrano. Imprenditore con oltre 20 anni di esperienza e docente presso la Bologna Business School e l’università Cattolica del Sacro Cuore, Ubiali è fondatore e CEO di Thimus, azienda innovativa bresciana ma di respiro internazionale, specializzata nell’applicazione delle neuroscienze e della biometria allo studio delle esperienze reali, con un’attenzione particolare al settore alimentare. Attraverso un dispositivo indossabile per l’elettroencefalogramma è possibile – grazie all’intuizione di Ubiali – misurare in tempo reale le risposte neurofisiologiche ed emotive durante l’esperienza e l’interazione con cibo, bevande e packaging. L’apparecchio che viene applicato, alla persona che partecipa al test, consente di registrare l’attività cerebrale mentre assaggia un alimento, prova un prodotto o viene sottoposta ad uno stimolo. Non si tratta solo di sapere se un determinato prodotto riscontra il gusto delle persone. Il dispositivo raccoglie le onde cerebrali che vengono poi interpretate attraverso un algoritmo in grado di individuare le aree del cervello coinvolte e di tradurre quei segnali in informazioni sulle reazioni della persona. Sostanzialmente il gradimento personale di un determinato prodotto o stimolo viene osservato da una prospettiva completamente diversa, ovvero quella della risposta biologica del cervello. Si tratta di capire anche quanto ciò che avvertiamo davanti ad un determinato cibo sia realmente consapevole o nasca da meccanismi profondi ed istintivi. In questa prospettiva, a rappresentare il filo conduttore dell’incontro sarà proprio il rapporto tra le frontiere della scienza e le radici dell’istinto umano. Questa ricerca ha permesso, nel corso degli anni, di capire anche che il nostro cervello è capace, attraverso un istinto primordiale, di individuare il cibo che non è particolarmente indicato per il nostro organismo. Thimus è stata chiamata, per esempio, a testare carni coltivate in laboratorio o verdure coltivate in vertical farm, burger vegetali e proteine alternative, analizzando le reazioni implicite dei consumatori. L’azienda di Ubiali ha lavorato allo sviluppo di cold brew funzionale, utilizzando i dati cerebrali per scegliere caffè, concentrazione degli alimenti, latte e dolcificante. Questa metodologia, inoltre, viene utilizzata per capire se, cambiando ingredienti o fornitori, il prodotto continua a generare la stessa risposta positiva. Il progetto Thimus ha però anche un respiro ampio poiché si propone di analizzare e studiare la quantità e tipologia di cibo necessaria per sfamare le aree del Pianeta più povere. A presentare il tema della serata Giacomo Treccani ideatore di “In poche parole”, ciclo di incontri promosso dalla Fondazione Battagliola Giovanni e Orsolina. Il penultimo appuntamento del 2026 vedrà, dunque, un relatore manerbiese di grande talento e dialettica che, attraverso il suo progetto, ha varcato i confini nazionali. Con Thimus Ubiali ha conquistato un importante settore a livello mondiale ed è diventato volto noto anche per la sua partecipazione alla docuserie Netlix You Are What You Eat.
Barbara Appiani





