Il Parco Marcolini è ora “cardioprotetto” grazie all’impegno della famiglia Massetti

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Un defibrillatore a disposizione della comunità, proprio dove ogni giorno si incontrano famiglie, bambini e cittadini: finalmente, dopo anni, anche il Parco Marcolini ha un DAE pronto all’uso, al servizio di chiunque ne abbia necessità. Un contributo importante alla vita della comunità manerbiese che vede come suo principale fautore la famiglia Massetti, la quale ha deciso di donare alla città questo essenziale presidio sanitario.
La scelta nasce da un’idea semplice quanto concreta: Mauro Massetti, che vive nelle vicinanze del parco, vedendo alternarsi da decenni migliaia di giovani e meno giovani nell’area verde per passare del tempo in compagnia o godersi qualche attimo di quiete, ha ritenuto importante contribuire alla sicurezza di un’area particolarmente frequentata, mettendo a disposizione uno strumento che, in caso di arresto cardiaco, può rivelarsi decisivo.
«Volevo fare qualcosa di utile per la comunità: questo il principio che mi ha spinto al dono» commenta Massetti, nel desiderio di conoscere di più sulle ragioni della sua iniziativa.
Da oggi, in caso di emergenza, chi frequenta il Parco Marcolini saprà quindi di poter contare su un defibrillatore nelle immediate vicinanze, utilizzabile in caso di necessità. È proprio la tempestività a fare la differenza in situazioni di arresto cardiaco: intervenire rapidamente e utilizzare un defibrillatore può aumentare concretamente le possibilità di sopravvivenza, sempre, s’intende, sotto la guida degli operatori sanitari, i primi da contattare in caso di emergenza, senza prendere alcuna iniziativa prima di avere loro notizie.
«L’auspicio unanime, naturalmente, è che questo defibrillatore possa restare per sempre nella sua teca – continua Massetti – Purtroppo, però, come molti casi di cronaca hanno evidenziato, non sempre è possibile. Ora sappiamo di avere almeno uno strumento a disposizione per fare la differenza e, speriamo davvero con il cuore, capace di rivelarsi decisivo in caso d’emergenza».
Un gesto di attenzione verso la città, dunque, che trasforma una sensibilità personale in un beneficio per l’intera comunità; un dono di cui andare fieri ed essere, senza dubbio, riconoscenti.

Leonardo Binda

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