Che le parole volino, ovunque ci sia qualcuno pronto ad ascoltarle, è consolidato da tempo, ma che la forza di una giovane, con la sua fame di vita, arrivasse Oltralpe non era certamente prevedibile. Invece, il messaggio racchiuso nel libro “Cadono pezzi di me” di Clara Tinti, ha sconfinato. La studentessa e scrittrice manerbiese, nei giorni scorsi, ha presentato la sua prima opera agli studenti del liceo dell’Arc di Orange, città del sud della Francia. Clara ha portato la sua testimonianza di lotta contro i disturbi alimentari e lo ha fatto con la dolcezza, pacatezza e quella encomiabile proprietà di linguaggio che le appartiene. Il silenzio assoluto tra gli studenti è stata la prova dell’interesse sul tema proposto. Non un insegnante, non un esperto, ma una coetanea si è mostrata a loro, con le stesse fragilità, con lo stesso appassionato desiderio di farsi strada nella vita e trovare la propria dimensione. La giovane manerbiese ha trovato la forza e il coraggio di mettersi a nudo e mostrare le proprie debolezze e nello stesso tempo, la forza e il coraggio di andare avanti e cercare di superarle. Ad apprezzare, in Francia, il lavoro di Clara, è stato Mario Della Morte, professore di italiano della sezione Esabac. “Sono rimasto davvero colpito dalla qualità della scrittura” racconta l’insegnante “una capacità espressiva simile, a 17 anni, non è comune”. Dopo la lettura di questo racconto intimo, che mescola prosa, diario e poesia, l’insegnante ha deciso di intraprendere un progetto pedagogico. Per diversi mesi, gli studenti, guidati da Mario Della Morte e dal professore di francese Florian Dimeck, hanno tradotto alcuni estratti del libro. E’ stato un percorso intenso e impegnativo che ha costretto ciascuno studente a fare i conti con una realtà non poi così distante e spesso condivisa da giovani e adolescenti. Ma le parole di Clara rimbombano all’unisono e sanno toccare le corde più profonde dell’anima. “La traduzione ci ha impegnati da ottobre ad aprile” spiega Mario Della Morte “è stato un vero lavoro collettivo”. I liceali hanno persino immaginato una copertina francese per questa edizione bilingue artigianale, che hanno intitolato Des Éclats de moi (“Frammenti di me”). Dopo il progetto francese, ora il lavoro di Tinti è pronto per essere tradotto in altre lingue, a dimostrazione di come l’obiettivo principale di divulgazione della stessa autrice sia stato centrato. Non un insegnamento, non un monito. Semplicemente un’esperienza di vita da raccontare in questo testo che si apre come “un viaggio tra le pieghe dell’anima, nelle fragilità e nelle forze che si intrecciano nella vita di chi affronta un disturbo alimentare” come scrive, nella prefazione, la neuropsichiatra Federica Pagani. Le parole dell’autrice rappresentano un ponte “tra chi lotta e chi ascolta” scrive Pagani “tra il dolore e la speranza, tra il buio e la possibilità di ritrovare la luce”. Oggi Clara prosegue la sua battaglia, nella consapevolezza di non essere guarita, ma la consola il pensiero che il suo racconto possa spingere chi soffre a chiedere aiuto senza esitazioni e paure. Solo in questo modo si può tornare a guardare in faccia, davvero, la vita.
Barbara Appiani





