La fotografia cattura istanti di luce e di colore che non si ripeteranno più. Questa magia si è compiuta in numerose opere esposte al Bar Simposio di Manerbio dal 15 gennaio all’11 febbraio 2026. Il titolo della mostra era “Photos”, appunto. L’idea è nata dalla collaborazione fra il collettivo artistico “In Essere”, il Fotoclub di Manerbio e il Gruppo Fotografico Lenese. Ciascuno scatto ha immortalato dettagli di realtà nelle loro tinte peculiari e nei loro chiaroscuri. Una croce nera si staglia contro un cielo azzurro. Una verde valle emerge dal buio delle montagne circostanti. Il sole al tramonto tinge il cielo di rosa, oro e violetto e proietta lunghe ombre di alberi frondosi. Nel verde di un prato, fra le ragnatele dei rami in primo piano, spiccano il nero e il bianco di due uccelli in volo.
Quasi desertica è la vista di un viale solitario, dalle tinte ocra, bordato di cipressi scuri come in una poesia di Carducci. La nebbia sulla campagna immerge tutto in una patina grigia. Un manto di neve trasforma una chiesetta in collina in un luogo di fate. In un’altra fotografia, un fiore giallo squillante si apre verso di noi. Altri sono fiordalisi dal blu incantato. Alle semplici foglie cadute bastano le focose tinte autunnali e la loro fragilità per suscitare una tenera malinconia.
Quelle che ancora sono sugli alberi, in pieno autunno, formano tenda rosso-dorata. Girasoli maturi splendono su un verde e un azzurro altrettanto vivi. Un senso di freschezza e di riposo sale dalle distese di campi verdi, sotto un cielo striato dalle tinte pastello.
Le nature morte con pere o melograni parlano da sole, con la bellezza dei loro colori caldi e sfumati. Una novità apprezzata sono le fotografie subacquee: fondali marini variopinti, pesci bizzarri e dalle tinte brillanti, che ricordano certe scene disneyane. Il mondo animale era rappresentato anche da stupendi cavalli in un pascolo in montagna.
La natura non era però l’unica protagonista. Lo splendore dei colori si ritrovava anche nell’immagine di una volta affrescata e su una maschera veneziana sapientemente decorata. Una semplice facciata di condominio si era meritata un posto per via delle sue brillanti tinte giallo e arancio.
Il coronamento della mostra è una raccolta organizzata da Luciano Baiguera: “Il fanciullino”, omaggio a Giovanni Pascoli. Diversi membri di “In Essere” hanno aggiunto una propria fotografia che li ritrae da bambini, per ricordare che il nostro “fanciullino interiore”, col suo sguardo inedito e incantato, è il vero padre di ogni arte.
Erica Gazzoldi





