Egregio Direttore, desideriamo richiamare l’attenzione sulla situazione sempre più preoccupante della nostra Manerbio. Negli ultimi anni, il centro storico ha perso progressivamente vitalità: molte attività commerciali hanno chiuso, e chi resta in esercizio fatica a competere con i Centri Commerciali. Il risultato è un tessuto urbano sempre più desolato, con strade non molto pulite, marciapiedi dissestati e buche, che contribuiscono a un’immagine di abbandono. A peggiorare la situazione, la grande area industriale della Marzotto di circa 100.000 metri quadrati, situata nel cuore del paese, è ferma dal 2004. Nonostante le dichiarazioni ricorrenti su una prossima soluzione del problema, il sito rimane in un completo degrado, senza acquirenti, né progetti concreti. In realtà, la presenza di quest’area in completo abbandono, amplifica la percezione di una città che sta diventando “dormitorio”, privando i cittadini di opportunità e stimoli per restare ed investire qui. Per questo sarà fondamentale la stesura di un piano pubblico, con cui gli amministratori presentino nuove strategie concrete per rivitalizzare il centro, riqualificare le aree abbandonate, rendendo la nostra comunità più viva ed attrattiva. Solo affrontando tutte queste criticità si potrà evitare che la città scivoli in un progressivo isolamento e inevitabile declino. Ma, visto che non si sente più parlare nemmeno di quella ‘riqualificazione green” annunciata anni or sono nelle aree pubbliche, cominciamo almeno con i pannelli solari su tutti i palazzi comunali. La sostenibilità non può limitarsi a slogan o a chiacchiere da bar: deve tradursi in interventi tangibili, che migliorino la qualità della vita quotidiana dei cittadini. Manerbio merita di più di un’attesa lunga vent’anni. L’area ex Marzotto non è solo un problema urbanistico: è il simbolo di una città che rischia di perdere fiducia in se stessa. Per questo chiediamo all’Amministrazione di percorrere tutte le strade legali per poter risanare quell’area, dall’esproprio al sequestro fino all’obbligo di tutela dell’architettura industriale da parte dei proprietari. Parallelamente servono azioni coordinate per riportare vita in centro, attrarre nuove attività e restituire decoro alle strade che percorriamo ogni giorno. I manerbiesi hanno sempre dimostrato di tenere alla propria città, ora tocca alle istituzioni dimostrare di tenere ai manerbiesi. Solo con un impegno reciproco, infatti, potremo far tornare Manerbio ad essere una comunità che sceglie il proprio futuro.
Luigi Andoni e altri pensionati di Manerbio





