Montichiari ha vissuto un doppio fine settimana di pura energia artistica grazie ai saggi di fine anno delle due storiche realtà cittadine, Associazione Danza e Teatro e Studio Danza. Due scuole diverse per stile e percorso, ma unite da ciò che davvero conta: la passione, l’amicizia, la crescita condivisa e la bellezza dello stare insieme. Sul palco del Cinema Teatro Gloria, trasformato per due weekend consecutivi in un crocevia di movimento e grazia, si è assistito a molto più di un semplice saggio: si è visto il lavoro di un intero anno, la dedizione di insegnanti e allievi, la forza di due comunità che danno lustro alla città. Danza e Teatro di Valeria Castellari ha portato in scena 152 ballerine e ballerini in un viaggio coreografico ispirato ai numeri della smorfia napoletana. Le 24 scene, dal moderno al classico fino all’hip hop, hanno mostrato una scuola che si conferma “una grande famiglia”, come ricorda spesso il presidente Piergiorgio Beschi. Un’affermazione che trova riscontro anche nella scelta di un’allieva infortunata di partecipare comunque allo spettacolo. Il saggio ha anche celebrato un anno ricco di esperienze: molti ballerini, infatti, hanno preso parte a saggi di danza classica e al musical “La Sirenetta”, con scenografie curate da Beatrice Ardenghi, in tournée nel 2027. Per Studio Danza, presieduta da Martina Chiametti, il Gloria si è trasformato in una nave pronta a salpare con “Tutti a bordo”. Anche qui 24 quadri hanno scandito due ore di spettacolo vivace e coinvolgente, dalle piccolissime della Baby Giocodanza, alla propedeutica, fino alle allieve di Impostazione, del Classico e del Classico Avanzato e Adulti per arrivare al Modern Impostazione fino alla novità introdotta quest’anno, vale a dire l’Hip Hop. Determinante il lavoro delle insegnanti — Greta Conti, Manuela Conti, Barbara Filippini, Natascia Medaglia, Maria Kovaleva e Simona Quadri — che hanno ricevuto gli applausi più calorosi insieme agli allievi. Una festa collettiva che ha chiuso un anno intenso e che ora lascia spazio a una breve pausa prima della ripresa delle attività 2026/27. Pur con stili, temi e linguaggi diversi, i saggi delle due scuole hanno raccontato la stessa storia: quella di una città che crede nella danza come educazione alla bellezza, come spazio di relazione, come luogo di crescita personale e collettiva. E mentre il sipario si chiude, si apre già l’attesa per ciò che verrà: nuove coreografie, nuovi allievi, nuove emozioni da condividere.
Marzia Borzi





