L’Alpino monteclarense Osvaldo Maurilli, 58 anni, si è reso protagonista di una nuova impresa con la sua bici, raggiungendo Genova nelle giornate della 97a adunata nazionale delle Penne Nere di maggio. Partito di mercoledì mattina da Montichiari con tanto di bandiera italiana e manifesto del raduno al seguito, ha dovuto gestire una forte pioggia nel primo tratto tra Gottolengo e Cremona prima di ritrovare un tempo più clemente passando per Caorso, Piacenza e Bobbio, sui colli piacentini, uno dei borghi più belli d’Italia. In sella alla sua due ruote in carbonio Maurilli ha poi raggiunto il Passo Scoffera, a quasi 700 metri di altitudine, valico al confine ligure-padano, per poi affrontare l’ultima parte fino a Genova Sturla. Un percorso impegnativo di oltre 200 chilometri alla media di 15 km/h che si è concluso alll’oratorio di S. Maria Assunta dove è stato ospitato. “Un grazie sentito agli amici Alpini di Pralboino per il loro sostegno”, ha commentato all’arrivo Maurilli che ha vissuto con un’altra decina di Penne Nere monteclarensi l’importante raduno nazionale, in attesa della tappa 2027 prevista a Brescia. Due giorni sono serviti anche per il ritorno con un passaggio a Chiavari, salita al Passo del Bocco e quindi Passo Montevacà fino a Bardi e ancora Passo del Pellizzone, ciclabile per Castell’Arquato e via tra le strade in mezzo alle cascine del cremonese quindi Pralboino, Gottolengo e Calvisano prima di concludere sotto i sei colli la lunga traversata. Per lui l’escursione in bici sino al capoluogo ligure non è una novità: già nel 2012 infatti si era regalato una mountain bike con la quale ha partecipato all’adunata nazionale di Piacenza e sempre con partenza da Montichiari, evento che lo ha visto protagonista anche negli anni seguenti. Nel 2014 tappa a Pordenone (in questo caso però il percorso in bici è stato effettuato solo da Vicenza) e a seguire Treviso nel 2017, Trento andata e ritorno nel 2018 e Milano l’anno seguente prima della sospensione dovuta al periodo della pandemia. Con altri amici, e fuori dagli “impegni” con le Penne Nere, Maurilli ha percorso anche la Via Francigena nel 2018 coprendo il tratto da Montichiari a Roma passando per Fidenza, la Cisa, Lucca e Siena mentre nel 2019 ha raggiunto Bolzano e la Val Venosta per continuare sino al Passo Resia e toccare Innsbruck ridiscendendo poi dal Brennero e arrivando alla tristemente nota località di Longarone, spazzata via dalla tragedia del Vajont del 1963. Un vero amante della bici «che – precisa – per me rappresenta non tanto un mezzo per gareggiare, ma soprattutto il simbolo della libertà, tranquillità e scoperta. Sono un cicloturista, se mi si vuole definire in qualche modo”.
Federico Migliorati





