Giovedì 27 agosto 2026

Monia Fraccaro, la monteclarense che lotta per tornare a casa

Screenshot 2026 07 02 alle 10.11.07

Classe 1970, attualmente residente ad Imperia, Monia Fraccaro sta affrontando una delle battaglie più dolorose e complesse della sua vita: rientrare in possesso del suo appartamento a Montichiari, l’unico luogo in cui sente di poter affrontare con dignità la fase più avanzata della malattia che da quindici anni la accompagna, un Parkinson severo che l’ha costretta su una sedia a rotelle. «Mi sto separando dopo trent’anni di matrimonio» racconta Monia, con una lucidità che non cancella la fatica. «Mio marito è l’unico insieme a mia figlia che mi segue, ma non voglio che dopo trent’anni d’amore si rovini la vita accanto a una persona che vedrà sempre più degenerare la sua situazione. Non voglio che manchi il rispetto tra di noi» La separazione e il peggioramento della malattia hanno reso evidente una necessità: tornare a Montichiari, vicino alle sue radici e soprattutto vicino al luogo dove è in cura, l’ospedale Mangiagalli di Milano. Il problema, però, è un contratto di affitto rinnovato automaticamente lo scorso dicembre per altri quattro anni. Monia ha inviato la disdetta a gennaio, ma troppo tardi: la proroga era già scattata. L’inquilino, che paga 400 euro al mese con cedolare secca per un appartamento sito in frazione Boschetti e dotato anche di garage, ha risposto che non ha alcuna intenzione di lasciare l’immobile. «Capisco anche la sua situazione» precisa Monia, senza alcuna durezza. «ma io, per motivi di salute e praticità, ho assolutamente bisogno di rientrare in possesso della casa. La malattia mi pesa tantissimo e voglio tornare nel mio paese di origine dove, peraltro, avrei tutto su di un unico piano» Nel frattempo Monia ha provato a cercare un affitto alternativo, ma i prezzi sono proibitivi. «Mi sembra assurdo dover pagare così tanto quando sono proprietaria di una casa a Montichiari, della quale non riesco a rientrare in possesso. Anche l’avvocato fatica a darmi risposte risolutive» osserva, con un’amarezza che non ha bisogno di essere spiegata. La vicenda di Monia non è solo una questione privata: parla di fragilità, di diritti dei proprietari di un immobile, di tempi burocratici che non coincidono con i tempi della malattia. Il tutto si inserisce in un quadro normativo molto preciso: un contratto di locazione abitativa 4+4, rinnovato automaticamente, può essere interrotto dal proprietario solo in casi specifici previsti dalla legge (Legge 431/1998). Nel caso di Monia, la motivazione “necessità di adibire l’immobile ad abitazione propria” è prevista dalla legge ma il problema è il tempo per applicarla. Possibili soluzioni potrebbero essere la risoluzione consensuale, spesso difficile da raggiungere, oppure il ricorso ai gravi motivi: in casi eccezionali e documentati, alcuni tribunali hanno riconosciuto la possibilità di chiedere una risoluzione anticipata soprattutto quando sono in gioco condizioni di salute gravi, necessità abitative non differibili o peggioramento della disabilità. Non è una strada garantita, però, richiede un avvocato e tempi non brevi, ma è una delle poche opzioni che permettono di agire prima della scadenza del contratto. La vicenda di Monia Fraccaro mette in luce un nodo delicato: la legge tutela giustamente l’inquilino, ma non sempre riesce a tenere conto di situazioni di salute gravi e improvvise che invece possono riguardare il proprietario, che viene così lasciato solo e in balia degli eventi. Mentre racconta in videochiamata, alle spalle di Monia Fraccaro appare un quadro: uno scorcio di Montichiari, il Duomo e il Castello, dipinti con la delicatezza di chi conosce quei luoghi a memoria. «È un regalo che mi fece mio padre, che è stato Comandante dei Vigili a Montichiari» racconta. «Lo guardo sempre con molta malinconia. La malinconia che solo chi è malato e vuole tornare alle proprie radici può provare».

Marzia Borzi

Condividi l'articolo

Articoli correlati, altro dall'autore

Gli articoli più letti