Una storia lunga un secolo, anzi più, per la scuola dell’infanzia della frazione Chiarini intitolata alla nobile Giulietta Gaifami Treccani. L’asilo è, nell’ordine, il terzo degli istituti di educazione più antichi di Montichiari, dopo il “Mafalda”, costituitosi nel 1874 per volontà del già sindaco e parlamentare Giovan Battista Poli, e delle scuole elementari del capoluogo la cui attività partì nel 1923 nello stabile voluto dal conte Bonoris per ospitarvi inizialmente un ricovero anziani. 100 anni fa, nel 1926, fu proprio la Gaifami Treccani, di origini castiglionesi e madre dell’industriale e mecenate Giovanni Treccani degli Alfieri, a far costruire e arredare il fabbricato ove insiste ancora oggi l’asilo, la cui area fu acquistata con le oblazioni raccolte con generosità fra gli abitanti dell’allora piccola frazione del paese. Va invero ricordato che una scuola molto più ridotta in dimensioni era presente ai Chiarini già nel 1917, resa possibile sempre grazie all’impegno dell’illustre concittadina che si prodigò per dar vita a un Comitato di benefattori: proprio per l’esiguità degli spazi e il numero crescente di piccoli ospiti si addivenì alla scelta di realizzare una struttura più grande dove trasferirli. Reca la data del 17 novembre 1926 l’atto di donazione con cui la proprietaria passava la proprietà al Comune “affinché l’Amministrazione comunale prendesse sotto la sua protezione, assicurandone la continuità nel tempo, la provvida Istituzione” che veniva così ad allinearsi alle altre già esistenti a Montichiari. Nel maggio dell’anno successivo l’allora podestà Ugo Baratozzi accettava formalmente la donazione sottolineando che l’atto era dettato da spirito di carità e di filantropia: il fabbricato venne così destinato, in perpetuo, a sede del Nido d’infanzia della frazione Chiarini e intitolato “Asilo infantile Nobile Giulietta Gaifami Treccani”. Al provvedimento del Comune fece seguito sempre nel 1927 quello del Prefetto della Provincia che autorizzava lo stesso. Va detto che tanto Giulietta, fino al 1928, anno della morte, quanto il figlio Giovanni, continuarono a sovvenzionare la scuola dimostrando non solo grande attenzione alle esigenze delle famiglie, ma altresì un forte attaccamento alla piccola frazione. Anche il giornalista Giovanni Bellandi in “La comunità di Montichiari nell’anno 1926” ebbe a lodare questo piccolo mondo: “Soltanto i Chiarini hanno avuto la costanza di conservare il loro Asilo di guerra, ma come son contenti quei bravi terrazzani!”. E ancora proseguiva: “I buoni contadini dei Chiarini hanno ancora il giardinetto che accoglie i loro 40 bimbi e li educa e li prepara alla scuola e alla vita. Tanto contenti sono che ora il loro Asilo diventerà stabile su area da loro acquistata e in locali che un filantropo donerà”. Tra i passaggi più significativi vissuti dalla scuola si ricordano l’istituzione in Ente Morale nel 1962 e, nel 1997, la creazione di un annesso Micronido.
Federico Migliorati





