Non bisogna mai arrendersi nella vita e soprattutto lasciarsi condizionare in modo definitivo dagli errori o dalle difficoltà, senza avere la forza di perdonare sé stessi e ricominciare. Questo è il messaggio di speranza che gli studenti delle classi terze della scuola secondaria di Orzinuovi, Orzivecchi e Pompiano hanno compreso in tutta la sua potenza prendendo parte a un’uscita didattica di grande valore formativo presso la Comunità Shalom di Palazzolo, una realtà significativa del territorio impegnata nel recupero e nel reinserimento sociale di persone con problematiche legate in particolare alla tossicodipendenza, ma anche a disturbi alimentari, difficoltà comportamentali e diverse forme di dipendenza.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di educazione civica con l’obiettivo di avvicinare i ragazzi a contesti concreti di solidarietà e impegno sociale, offrendo loro l’opportunità di riflettere su temi di fondamentale importanza quali la responsabilità individuale, il rispetto dell’altro e il sostegno verso chi vive situazioni di fragilità.
Il clima familiare e autentico che si respira in questa comunità emotiva ha sorpreso gli studenti già al loro arrivo, quando sono stati accolti con grande calore dagli operatori e dagli ospiti, dimostrando l’importanza della gentilezza e dell’empatia per instaurare relazioni positive. In un primo momento molto raccolto, i ragazzi hanno avuto modo di ascoltare alcune testimonianze dirette: storie personali profonde e toccanti, raccontate con sincerità da giovani uomini e donne che stanno affrontando un percorso di rinascita e che, con coraggio, riescono a guardare in faccia i loro fantasmi, cercando, attraverso il dialogo e lo sfogo personale, di allontanarli per sempre. Queste narrazioni autentiche, intense e cariche di emozione, hanno suscitato nei presenti grande attenzione e partecipazione, presentando uno spaccato reale delle difficoltà affrontate e della forza necessaria per ricominciare.
Nella seconda parte della mattinata, gli studenti sono stati accompagnati in un tour degli spazi della comunità e, osservando le occupazioni quotidiane che scandiscono la giornata, hanno potuto comprendere i valori che animano un percorso di rinascita. Infatti, agli ospiti di Shalom sono proposte: attività di lavoro, fondamentali per recuperare responsabilità e autonomia; occasioni frequenti di preghiera e riflessione, centrali per il recupero personale; e attività pratiche e laboratoriali, come ad esempio il cucito per le ragazze, che permettono di sviluppare competenze e riscoprire il valore del fare.
Particolarmente significativo è stato anche il momento del pranzo, preparato con cura e offerto dagli stessi ragazzi della comunità, mostrando la bellezza di un gesto semplice ma carico di significato, che ha rappresentato un’occasione concreta di condivisione e incontro, rafforzando il senso di accoglienza e reciprocità.
Al di là dell’impegno serio e costruttivo, non mancano a Shalom i momenti di svago, che liberano la mente dai pensieri e fanno respirare un clima di normalità fatto di amicizia e serenità. La giornata si è conclusa proprio con un saluto festoso, animato da musica, balli e attimi di allegria che hanno coinvolto tutti i partecipanti, in un finale gioioso che ha suggellato un’esperienza intensa, unendo una comunità con un’altra, lasciando nei ragazzi non solo emozioni forti, ma anche una nuova consapevolezza.
Si può dire che l’incontro abbia raggiunto i propri obiettivi, rivelandosi un momento di crescita profonda, stimolando negli studenti una riflessione matura sull’importanza delle scelte personali e sulla necessità di superare pregiudizi e giudizi superficiali nei confronti di chi è impegnato in un percorso di cambiamento.
Un sentito ringraziamento va alla referente d’istituto per l’educazione civica, prof.ssa Annalisa Raccagni, per aver reso possibile questa significativa esperienza, offrendo agli studenti un’occasione preziosa di confronto diretto con una realtà tanto complessa quanto formativa.
Sicuramente l’esperienza vissuta presso la Comunità Shalom ha lasciato un segno profondo nei partecipanti, trasmettendo un messaggio di grande valore etico e civile: ogni persona merita una seconda possibilità e la solidarietà rappresenta un pilastro imprescindibile per la costruzione di una società più giusta, inclusiva e attenta ai bisogni di tutti.
Nicoletta Galli





