Giovedì 27 agosto 2026

Premio Internazionale Franciacorta: Intervista al sindaco Valentina Bergo

Valentina Bergo

In vista dei prossimi eventi che caratterizzeranno il Premio Internazionale Franciacorta, ormai parte integrante delle attività culturali del nostro territorio, abbiamo voluto fare qualche domanda alla neoeletta sindaco della città di Rovato Valentina Bergo.

1. Con l’inizio del suo mandato a seguito delle recenti elezioni amministrative, quale visione guiderà il legame tra la Città di Rovato ed il Premio Internazionale Franciacorta? Intende muoversi nel segno della continuità con la precedente amministrazione Belotti—che ha fortemente sostenuto la kermesse fin dalle prime edizioni—o ci saranno nuove linee di indirizzo e progettualità per il futuro?

Il Premio Internazionale Franciacorta è una realtà che, negli anni, ha saputo ritagliarsi uno spazio importante nel panorama culturale locale, contribuendo a portare il nome di Rovato all’attenzione di un pubblico ampio e qualificato.

Come Amministrazione intendiamo proseguire nel solco della continuità istituzionale, garantendo il sostegno a una manifestazione che rappresenta un’opportunità di valorizzazione per la città. Il ruolo del Comune è quello di accompagnare e favorire le iniziative che generano ricadute positive per il territorio, mantenendo sempre un approccio aperto, equilibrato e rispettoso delle diverse sensibilità presenti.

Per il futuro, l’auspicio è che il Premio possa continuare a crescere, consolidando il proprio prestigio e contribuendo a rafforzare l’immagine di Rovato come città dinamica, capace di promuovere cultura, dialogo e occasioni di incontro.

2. La collaborazione tra la Città di Rovato e l’associazione In Vino Veritas, promotrice del premio internazionale Franciacorta, è fin dall’inizio stata chiara e proficua. Lei pensa che questa collaborazione abbia contribuito a fare rete anche con gli altri comuni della Franciacorta?

Sicuramente iniziative come il Premio Internazionale Franciacorta hanno il merito di favorire occasioni di incontro e di dialogo tra amministrazioni, istituzioni e realtà associative del territorio. Ogni evento che richiama personalità, attenzione mediatica e partecipazione rappresenta infatti un’opportunità per promuovere non soltanto Rovato, ma l’intera Franciacorta.

Credo che fare rete sia un obiettivo che debba accomunare tutti i Comuni del territorio. Ognuno, attraverso le proprie peculiarità e iniziative, può contribuire a rafforzare l’identità e l’attrattività della Franciacorta. In questo senso, anche la collaborazione con l’associazione In Vino Veritas ha rappresentato, negli anni, un’occasione di confronto e di valorizzazione condivisa.

Il mio auspicio è che si continui a lavorare in questa direzione, nella consapevolezza che la crescita del territorio passa anche dalla capacità di costruire relazioni positive e sinergie tra le diverse realtà che lo animano.

3. Ritiene che il Premio abbia influito sull’attrattività turistica e culturale di Rovato?

Ritengo che il Premio abbia contribuito, nel corso degli anni, ad accrescere la visibilità di Rovato, inserendosi tra le iniziative che hanno permesso alla città di essere conosciuta e apprezzata anche al di fuori del nostro territorio.

Manifestazioni di questo tipo hanno il valore di richiamare visitatori, ospiti e attenzione mediatica, generando un indotto che non è soltanto culturale, ma anche turistico e promozionale. Naturalmente, l’attrattività di Rovato è il risultato di un insieme di fattori – dalla sua storia alle sue eccellenze enogastronomiche, fino al dinamismo del tessuto associativo – ma il Premio ha certamente rappresentato un tassello significativo di questo percorso.

Per questo motivo, considero importante continuare a sostenere iniziative capaci di raccontare al meglio l’identità e le potenzialità della nostra città.

4. Nel contesto del premio internazionale Franciacorta non vengono premiate solo le eccellenze in ambito letterario ma ricevono un riconoscimento anche alcune realtà aziendali locali. Nella sua opinione, questo contribuisce a valorizzare il legame tra cultura ed economia del territorio?

Assolutamente sì. Credo che uno degli aspetti più interessanti del Premio sia proprio la capacità di mettere in dialogo mondi diversi, riconoscendo il valore delle persone, delle imprese e delle realtà che, ciascuna nel proprio ambito, contribuiscono a far crescere il territorio.

La cultura non deve essere considerata un elemento separato dall’economia: entrambe concorrono a costruire l’identità di una comunità. Valorizzare le eccellenze locali significa raccontare storie di impegno, innovazione e radicamento, offrendo esempi positivi e rafforzando il senso di appartenenza.

In questo senso, il riconoscimento attribuito alle aziende del territorio rappresenta un segnale importante, perché evidenzia come la crescita di una comunità sia il risultato del contributo di molteplici attori, capaci di generare valore non solo economico, ma anche sociale e culturale.

5. Al di là del suo ruolo istituzionale, c’è un libro o un autore premiato in questi anni che l’ha colpita particolarmente? E, da lettrice, c’è un genere letterario che le piacerebbe vedere più protagonista nelle prossime edizioni del Premio?

Da lettrice, ho sempre apprezzato i libri e gli autori capaci di raccontare il nostro tempo e di offrire spunti di riflessione sulla società, sulle relazioni umane e sul senso di comunità. In questi anni il Premio ha avuto il merito di ospitare personalità di grande spessore, rendendo Rovato un luogo di incontro e confronto culturale.

Personalmente, sono molto legata alle storie vere, alle biografie e ai racconti che parlano di esperienze di vita, resilienza e impegno civile, perché credo abbiano la capacità di lasciare un segno e di avvicinare maggiormente i lettori.

Per il futuro, mi piacerebbe vedere sempre più spazio per opere che sappiano dialogare con le nuove generazioni e affrontare temi contemporanei, senza perdere quella qualità e quella profondità che hanno contraddistinto il Premio fin dalle sue origini. La letteratura, in fondo, continua a essere uno strumento prezioso per comprendere il presente e immaginare il futuro.

Monica Mancino

Condividi l'articolo

Articoli correlati, altro dall'autore

Gli articoli più letti