Martedì 13 ottobre 2026

Randagismo e abbandono: l’allarme delle volontarie rovatesi UADA

UADA

Il fenomeno del randagismo e dell’abbandono degli animali, lungi dall’essere marginale, resta una ferita terribilmente aperta anche sul nostro territorio. A denunciarlo con forza è la delegazione bresciana/rovatese di UADA – Un Atto d’Amore Onlus, associazione di volontariato con sede amministrativa a Vicenza, che da anni opera a sostegno degli animali in difficoltà.

La situazione, spiegano le volontarie, è critica: «Sempre più spesso – sottolineano – ci troviamo di fronte a cani di proprietà lasciati liberi per le strade del paese, spesso microchippati ma incustoditi, o a gatti non sterilizzati e senza alcun controllo che vagano tra centro e frazioni». Il risultato è un territorio costellato di animali senza protezione, esposti a incidenti, maltrattamenti o malattie. «Non di rado – proseguono – cani e gatti vengono investiti e chi li colpisce prosegue senza nemmeno fermarsi a prestare soccorso».

Il quadro normativo, in realtà, è chiaro: le leggi italiane prevedono obblighi precisi in materia di custodia e benessere degli animali da compagnia, così come sanzioni per chi omette di soccorrere un animale ferito. Ma tra la norma e la prassi quotidiana si apre un divario evidente. «Ci vorrebbe maggiore responsabilità da parte di tutti – sottolinea UADA – e invece è più facile voltarsi dall’altra parte o, peggio, far finta di non vedere».

Il problema investe in pieno anche le associazioni di volontariato, oggi allo stremo. «I recuperi di cani e gatti sono continui, ma le risorse sono limitate. Le associazioni sono al collasso». UADA Brescia ricorda infatti di non disporre di una sede di appoggio o rifugio: «Abbiamo soltanto una sede amministrativa e non possiamo per legge detenere animali. Per le emergenze ci affidiamo a Rifugi di nostro sicuro riferimento».

Dietro ogni numero, ci sono storie di sofferenza ma anche di impegno. I volontari ricordano che combattere il randagismo significa innanzitutto educare i proprietari alla responsabilità, dalla corretta gestione dell’animale all’uso del microchip, fino alla sterilizzazione. È un tema che riguarda la collettività: non solo tutela il benessere degli animali, ma salvaguarda anche la sicurezza delle strade e la convivenza civile. Prendersi cura di un animale (di qualunque specie esso sia) significa infatti coltivare sensibilità verso la vita, assumere consapevolezza del valore dell’altro e, in definitiva, esercitare quotidianamente un senso di comunità. La civiltà di un territorio si misura anche dal modo in cui tratta i più fragili, animali compresi.

«Il nostro appello – concludono da UADA – è semplice: non lasciate soli gli animali. Non abbandonateli e non considerate “normale” lasciarli liberi senza controllo. E se vi capita di investire un cane o un gatto, fermatevi: è un dovere, ma soprattutto un atto di umanità».

In un tempo in cui spesso prevale l’indifferenza, la voce di UADA ricorda che la responsabilità verso gli animali è specchio della responsabilità civile. Perché, come recita il nome dell’associazione, ogni gesto di cura è davvero un atto d’amore.

Mauro Ferrari 

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