Giovedì 27 agosto 2026

Un approccio mini-invasivo per garantire ai denti funzionalità e bellezza

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Nell’immaginario collettivo, poche cose al mondo sono più stereotipate delle visite dal dentista. Appuntamento cerchiato in rosso sul calendario – o, meglio ancora, oggi inserito in app con la spunta della tripla priorità – e a cui spesso la vulgata associa una preparazione quasi certosina, molto in questi anni è cambiato e, soprattutto, la disciplina della prassi odontoiatrica s’è evoluta nella precisa direzione di offrire ai pazienti sedute caratterizzate da un confort impareggiabile. Una delle pioniere di questo approccio del tutto innovativo è la dottoressa Ilaria Massetti, figlia d’arte e attiva presso gli Studi di famiglia da ormai un decennio.

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Dottoressa, qualche breve cenno sul suo percorso di formazione.
Dopo la laurea, nel 2015, ho orientato immediatamente tutto il mio percorso di formazione post-universitaria nel mondo dell’Endodonzia, specializzandomi in Endodonzia Clinica e Chirurgica con un master conseguito alla Sapienza di Roma e un secondo presso l’Università degli studi di Brescia, incentrato questa volta sulla microchirurgia.

Oggi fortunatamente andare dal dentista è un’esperienza ormai quasi indolore: come si è raggiunto questo risultato?
Migliorando notevolmente le nostre strumentazioni – che negli anni hanno riscontrato delle evoluzioni davvero sorprendenti – nonché implementando le competenze e gli approcci di noi professionisti. Oggi, anche con lievi anestesie, è possibile ottenere risultati davvero sorprendenti anche preservando in modo straordinario la struttura del dente: si tratta delle terapie micro-invasive, su cui mi sono perfezionata in questi anni di pratica e studio.

Anche sotto il profilo delle attività preliminari all’intervento ci si è mossi in tal senso?
Certamente. Nel nostro Studio da ormai diversi anni abbiamo abbandonato le ormai superate tecnologie di rilevamento delle impronte dentali mediante il ricorso a paste da impronta, acquistando in dotazione a tutti i nostri centri scanner e software all’avanguardia. Senza il minimo disagio per il paziente oggi siamo in grado di “mappare” a 360 gradi, in 3D, tutta la sua dentatura, impostando così protocolli d’azione molto efficaci e puntuali.

Nel corso della sua carriera parte importante del suo know-how s’è sviluppato nel campo delle protesi estetiche: di cosa si tratta?
Si tratta del termine più corretto per indicare quelle che solitamente sentiamo nominare come “faccette”. Si tratta di vere e proprie protesi in ceramica, nel senso scientifico del termine, che vengono applicate su denti che, per vari motivi, non soddisfano appieno i nostri gusti poiché rovinati da sbeccature, macchie o inestetismi di sorta.

Messe una volta, dimenticate per sempre?
Oltre il controllo annuale dal dentista, consigliato proprio per monitorare il loro stato, prendersene cura è in realtà molto semplice: basta applicare le tipiche attenzioni che normalmente consideriamo per i nostri denti naturali, quali una corretta igiene quotidiana e assiduità nelle visite di routine. Inoltre, a titolo protettivo, è consigliato l’utilizzo di un semplice bite notturno onde evitare sovraccarichi tensori, ma trattasi appunto di una facoltà.

Leonardo Binda

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