Ogni anno scegliamo un tema come sfondo integratore della nostra azione educativo-didattica e stavolta tocca al RISPETTO, che è etimologicamente un “guardare indietro”, vale a dire considerare, avere riguardo, avere cura. Cura di che cosa? Dell’ambiente, che è il proprio banco e poi l’aula e poi il corridoio e la mensa e l’orto e le aiuole del cortile, in un crescendo virtuoso di attenzione da ciò che è mio al comune, al condiviso.
E cura di chi? Innanzitutto di sé, della propria persona: ogni bambino percorre un cammino che lo conduce a passi graduali alla conquista della sospirata autonomia, avendo riguardo sempre dei propri desideri, dei propri sogni, del proprio talento, che ognuno ha, va solo scoperto. Tocca a noi docenti portarlo alla luce e incentivarlo con percorsi che oggi vanno sempre più verso una personalizzazione del sapere.
E poi cura dell’altro, che significa riconoscerne il valore e la dignità, al di là delle reciproche affinità o differenze. Il rispetto dell’altro prescinde dall’andare d’accordo, ma non prescinde dall’accettare idee e modi di pensare diversi dal nostro, non più giusti o più sbagliati, semplicemente diversi. Alla Scuola Primaria i bambini ancora non fanno un uso autonomo del cellulare e, quindi, è importante e funzionale sfruttare proprio questi anni per far vivere loro quotidianamente la tolleranza, l’accoglienza, l’ascolto, l’empatia, la condivisione, l’intesa. Siamo convinti che una buona educazione emotiva possa prevenire il linguaggio bellico dei social e rendere capaci di gestire in modo adattivo la rabbia, la frustrazione, i conflitti di quello tsunami che sarà l’adolescenza. La nostra programmazione d’Istituto prevede un’imponente macchina progettuale che spazia dalla psicomotricità alla robotica, alle visite alla casa di riposo, ad accordi di collaborazione con la biblioteca, all’orto didattico, tutto finalizzato all’acquisizione di quelle competenze per la vita, quelle life skills, che rendono capaci di vivere al meglio delle proprie possibilità.
Sabato 20, alla presenza delle autorità locali e del nuovo Dirigente, prof. Marco Purpura, i bambini hanno celebrato la festa di inizio anno scolastico intonando “Il ballo del rispetto” e cantando all’unisono: <<Dai la mano al tuo vicino e poi fagli un bell’inchino, ora unisci l’altra mano e un bel ponte nascerà>> perché la scuola crea ponti, abbatte barriere. “Ogni colore ha la sua importanza, cancellate ogni distanza. Distendetevi in un arcobaleno colorato, di PACE tinteggiato”: questo è l’invito alla distensione, al disarmo, alla fine della guerra che i bambini hanno quel giorno invocato a gran voce.
E poi è arrivata pure domenica 28, quando i bambini della scorsa classe 2C, odierna 3C, hanno conquistato un meritatissimo secondo posto al Premio letterario ” Il Corvione”, indetto dal Comune di Gambara, con una poesia contro la violenza sulle donne, in memoria di Giulia Cecchettin. Hanno vinto perché- così si legge nella motivazione “attraverso un linguaggio diretto e ritmato, raccontano una vicenda di cronaca trasformandola in un invito universale all’amore autentico e al RISPETTO”. Ed eccola lì la parolina magica che ritorna ancora una volta!
“Education does not change the world. Education change the people. People change the world”: questa è una frase di Paulo Freire che noi, docenti della Scuola Primaria, vogliamo prendere a prestito per diventare, insieme ai nostri bambini, agenti attivi del cambiamento sociale.
Maria Rosaria D’Ambrosio





