L’ultimo rintocco della campanella non è solo un suono, ma un confine di carta e vento. Congeda un altro anno e libera un coro di emozioni contrastanti: il brivido leggero delle vacanze alle porte e quel nodo di malinconia che stringe la gola nell’ora dei saluti. È il tempo di bilanci di una crescita avvenuta sottovoce, tra i banchi di scuola, che si trasformano già in nuove promesse per un futuro di speranza. Resta forte l’eco di un anno vissuto intensamente tra gite, progetti, uscite didattiche ed esperienze condivise.
Ora, nei corridoi, scivola l’ombra del silenzio e la scuola somiglia a una piazza nell’istante in cui si spegne un grande concerto: c’è chi si allontana nel buio, chi raccoglie le ultime cose, e chi, nel cuore, continua a canticchiare una melodia che non vuole svanire. Ma in questo vuoto improvviso non c’è solitudine. Tra le mura nude vibrano i ricordi, nitidi come fotografie che il tempo non osa sbiadire: istanti di felicità, inciampi, rinascite e traguardi tagliati tenendosi per mano.
Molti di questi ricordi ancora vividi riguardano il mese di maggio, che è stato ricco di eventi ed emozioni, essendo il periodo in cui giungono a compimento molte delle attività avviate durante l’anno. Grande successo ha riscontrato il tradizionale concerto dei “1001 Flauti”, che ha coinvolto centinaia di giovani musicisti provenienti non solo dai vari plessi dell’Istituto Comprensivo di Orzinuovi, ma anche da diversi istituti delle province di Brescia e Modena. Con maglietta bianca, jeans e scarpe da ginnastica, un abbigliamento semplice ma che li ha resi uniti in una grande banda musicale, gli studenti hanno letteralmente invaso il Palazzetto dello Sport di Orzinuovi, portando con sé ben 1.215 flauti. È stata una mattinata speciale in cui diverse melodie hanno fatto battere i cuori all’unisono, diffondendo nell’aria sentimenti e magia attraverso colorate scale musicali. Questo risultato straordinario è stato reso possibile grazie alla passione, alla collaborazione e all’impegno dei docenti di musica Giancarlo Locatelli, Fabiano Nobilini, Giuseppe Bettinzioli e Angelo Rizza. Un ringraziamento particolare va a loro, che da anni si fanno promotori di questo evento unico in tutta Italia, al Dirigente Scolastico, alla vicaria Stefania Gozzetti, all’amministrazione comunale e a tutti coloro che, con il loro contributo, hanno reso questa giornata indimenticabile. Quest’anno, inoltre, l’evento è stato impreziosito dai complimenti del grandissimo Roberto Vecchioni, un riconoscimento offerto da una artista-professore che conosce bene il mondo dei giovani e che ha dato ancora più valore al loro percorso.
Ma le sorprese non sono finite qui: il 18 maggio, la sala polifunzionale della scuola secondaria di primo grado di Orzinuovi ha ospitato il saggio finale del progetto Qwerty Music, che ha concluso un corso musicale di 30 ore, in cui i docenti Locatelli, Nobilini e Bettinzioli hanno guidato con dedizione ben 38 ragazzi nell’approccio iniziale a violino, pianoforte e chitarra, accompagnandoli passo dopo passo nella pratica strumentale. Il concerto conclusivo ha saputo catturare il pubblico grazie a un repertorio ricco e variegato, offrendo ai presenti un vero e proprio viaggio tra i grandi successi della tradizione.
Esperienze come questa dimostrano quanto la musica sia uno strumento educativo potentissimo, capace di andare ben oltre la semplice esecuzione tecnica. Suonare insieme insegna ai ragazzi che i grandi obiettivi si raggiungono solo unendo i piccoli contributi individuali: ogni singola nota, anche la più semplice, diventa fondamentale per l’armonia del gruppo. Ovviamente questa formazione musicale ha richiesto impegno quotidiano, costanza e tanta pazienza, dimostrando agli studenti che le difficoltà e i propri limiti si superano passo dopo passo, giorno dopo giorno. La soddisfazione nei loro occhi e gli applausi del pubblico sono stati la prova che la fatica si trasforma sempre in bellezza. Come affermava il grande maestro Ezio Bosso: «La musica è come la vita: si può fare in un solo modo, insieme». E sentire l’energia e l’entusiasmo di questi giovani musicisti è sembrato un invito a non smettere mai di crederci, quasi un’eco della celebre Sogna, ragazzo, sogna di Vecchioni. L’accordo perfetto sul palco ci ha regalato proprio questa certezza: finché i nostri ragazzi continueranno a suonare e a sognare insieme, «spostando i fiumi con il pensiero e sapendo parlare con il cielo» il futuro sarà decisamente più luminoso.
Un pensiero speciale è dedicato ora agli alunni delle classi terze, che in questi giorni stanno affrontando l’esame conclusivo del primo ciclo di istruzione: una tappa importante che segna non solo la fine di un percorso scolastico, ma anche di un’esperienza di vita unica e significativa.
A loro gli insegnanti rivolgono l’augurio più sincero: continuate a essere curiosi, coraggiosi e pronti a inseguire i vostri sogni. Custodite le “polaroid” di quest’anno scolastico, lasciatevi ispirare dai momenti vissuti e dalla vostra colonna sonora, seguite sempre «il vento nelle vie del cuore» e la vostra particolare intuizione per costruire il futuro.
Nicoletta Galli





