Ci sono iniziative che vengono dal cuore, che sono capaci, con genuinità e amore, di rendere un semplice proposito un concreto gesto d’altruismo e di servizio. Esempio eccellente di questa straordinaria tensione per il “servire al di sopra di ogni interesse personale” è stato l’ultimo service promosso dal Rotary Soncino e Orzinuovi – insieme agli amici rotariani del Club Brescia-Capitolium, Brescia Sud Ovest-Maclodio e Brescia-Manerbio – in tandem con l’ADMO della Leonessa e che ha visto coinvolte moltissime squadre di pallacanestro della provincia cremonese e bresciana, tra cui le stesse Germani e Vanoli. Obiettivo? Riuscire a far sì che, grazie a una rete inedita di club di servizio, associazioni sportive e realtà di volontariato, sempre più interessati avessero occasione di “tipizzarsi”, di accertare con un semplice e rapido prelievo ematico o salivare la loro compatibilità come potenziali donatori di midollo osseo. Leva mediatica (e di spirito) dell’iniziativa è stata la vicenda, al contempo terribile e straordinaria, che ha visto come protagonista il cestista Achille Polonara, colpito da una grave leucemia nel giugno 2025 e sopravvissuto grazie alla generosità di una donna americana, la quale ha deciso (ovviamente a completa insaputa dell’identità del ricevente) di donare il proprio midollo all’atleta italiano. Una storia che ha fatto il giro del mondo e che, come ben sottolineato dalla presidente del sodalizio delle “rive rivali” Silvia Benedetti, «è stata il “la” per un service che ha visto coinvolti moltissimi attori e ha segnato uno dei successi più sorprendenti per la storia del nostro Club». Dati alla mano, le due giornate di tipizzazione tenutesi nelle scorse settimane a Cremona e Brescia hanno fatto il “tutto esaurito”, con più di duecento giovani under 35 che hanno deciso per la prima volta di inserire la propria compatibilità nel database mondiale di ADMO, tra cui una ventina di giovani studenti del Cossali, sensibilizzati durante una mattinata di formazione tenuta proprio presso l’Istituto orceano.
«Lo straordinario lavoro dell’amico rotariano e presidente di ADMO Brescia Juri Seneci, di tutti i Club coinvolti, delle società sportive e del personale medico volontari hanno permesso di creare un’iniziativa capace davvero di “cambiare vite”, di prestare fede al precetto di servizio e di dedizione al prossimo teorizzato nel 1905 dal “padre” del Rotary, Paul Harris – commenta la presidente – Il nostro impegno, però, non finisce certamente qui, ma anzi continuerà anche negli anni a venire, desiderosi di strutturare simili attività anche in futuro, affinché sempre più persone possano cogliere la bellezza del dono ed essere davvero protagonisti del cambiamento che vogliamo portare nel mondo».
Duecento tipizzati, duecento potenziali donatori, altrettante potenziali vite salvate: un sogno diventato realtà.
LB





