C’è un viaggio che non richiede biglietti, valigie o passaporti: basta fermarsi, aprire gli occhi e lasciarsi attraversare dalle emozioni. È il viaggio che propone l’orceana Maddalena Franguelli, in arte Mada, con la sua mostra “Viaggio in Italia – La Memoria Viva”, organizzata con ingresso gratuito dall’amministrazione comunale dal 22 novembre all’8 dicembre nella Rocca S. Giorgio di Orzinuovi. In esposizione oltre cento opere cariche di luce, materia e memoria, accompagnate da un catalogo redatto in alcune centinaia di copie per l’occasione. L’inaugurazione è fissata per sabato 22 novembre alle ore 18.00.
Nella Rocca, durante la mostra, prenderà vita un racconto d’Italia fatto di colori, dialetti, legni antichi e carte vissute. Perché l’arte di Maddalena Franguelli è un intreccio continuo tra passato e presente, tra il linguaggio della materia e la poesia delle piccole cose. «L’arte non è soltanto immagine – ama dire l’artista – è parola, è memoria, è traccia viva».
E in effetti, ogni opera in esposizione sembra custodire un ricordo, una voce, una storia che appartiene a tutti.. Le sue opere, esposte in rassegne nazionali e internazionali, sono celebrazioni di un’arte moderna che non teme di essere gioiosa e allegra. A Orzinuovi, l’artista orceana costruisce un percorso che intreccia la memoria collettiva e la propria storia personale attraverso città, dialetti, legni antichi e carte vissute.
La mostra raccoglie 110 opere, un mosaico di materiali e tecniche che si trasformano in un vero e proprio itinerario sentimentale. Carta, tela, legno, stoffa: tutto diventa linguaggio, tutto si fa racconto.
Il cuore dell’esposizione è la sezione che dà il titolo all’intero progetto, “Viaggio in Italia”, composta da dodici grandi collage, uno per ogni mese dell’anno.
Si parte da gennaio a Roma, con “La Befana e il Colosseo”, per poi seguire il San Valentino di Verona, il Carnevale di Venezia, Genova ad aprile, Monza e la sua Villa Reale a maggio, e la luminosa Pisa di giugno. Il percorso prosegue con la Vittoria Alata di Brescia a luglio, la notte di San Lorenzo in agosto, la Festa della Rificolona a Firenze in settembre, San Francesco ad Assisi in ottobre, la Festa del Torrone a Cremona in novembre, fino a chiudere con “La Prima alla Scala” di Milano a dicembre.
Un giro d’Italia che diventa, al tempo stesso, un giro nell’anima di chi lo osserva.
Accanto ai grandi collage, il percorso si fa più intimo con le “Filastrocche in Dialetto Bresciano”, dipinte su tre antiche tavole lignee, un omaggio alla lingua madre e alle radici della memoria. Seguono le “Trasparenze d’Oriente”, cinque tele dove ecoline e tessuti iraniani decorati a mano creano un ponte tra culture lontane, e la serie di “Scuri” e “Chiari”, trentuno opere nate dall’incontro imprevedibile tra acqua e trementina, dove il caso diventa arte.
Non manca un tuffo nel passato con le “Tele Antiche dell’Umbria”, realizzate su canapa dei primi del Novecento, in cui il colore penetra la trama viva del tessuto fino a evocare la consistenza di piccoli affreschi.
A chiudere, un tocco fiabesco: “Le Avventure di Pinocchio”, venti tavole dipinte su legni del Settecento e dell’Ottocento, e su vecchi taglieri degli anni Cinquanta. Il burattino più celebre d’Italia torna così a vivere tra nodi, graffi e venature, in un continuo dialogo con il tempo.
Il progetto non si ferma alle sale espositive: Franguelli ha voluto coinvolgere anche i più piccoli, con un laboratorio didattico dedicato alla scuola primaria, già condiviso con le insegnanti del territorio. Un modo per portare l’arte fuori dalle cornici, facendola diventare spazio di ascolto, espressione e stupore.
“La nostra amministrazione comunale – commenta il presidente del consiglio Carlo Lombardi, organizzatore dell’evento – è orgogliosa di poter ospitare un’artista che ha fatto la storia della pittura bresciana. Sempre fedele a una linea che è stata capace di conquistare le menti e i cuori di moltissimi appassionati, “Viaggio in Italia” vuole essere un itinerario vissuto passo dopo passo all’ombra delle bellezze della nostra penisola, da tempi immemori terra d’arte e madre di artisti e, alla luce dell’esperienza personale di Mada, sintesi di uno stile che è ben rappresentato dalla sinossi delle opere esposte: un tripudio di tecnica e fantasia, possibile grazie alla sua vena creativa, virtuosa e originale. Per noi – chiude Lombardi – è un motivo di grande gioia consegnare alle future generazioni il catalogo della mostra, un agile testo che ci auguriamo possa diventare un tascabile da portare sempre con sé, in cerca di ispirazione e motivazione, nel lungo e meraviglioso viaggio della vita”.
Mada ha la rara sensibilità dell’artista, di chi sa ascoltare in silenzio, tra le fibre di un legno centenario o il battito nascosto di una tela dimenticata. Non si limita a dipingere. Scava, accarezza e resuscita. La sua bravura sta proprio qui: nel trasformare il caso in poesia, il frammento in epica. Con un collage evoca un intero anno d’Italia. Con un tessuto e l’ecoline unisce Brescia a Teheran. Non imita la realtà: la fa rivivere e le dà gioia, espressione, anima. E lo fa con una maestria che non ostenta, ma sussurra, delicata come una filastrocca in dialetto, potente come la crepa di un vecchio tagliere che diventa il volto di Pinocchio. E’ un‘arte la sua che tocca nel profondo e piace. Perché dietro ad ogni opera c’è una donna che vede il mondo non come è, ma come sente che potrebbe essere: più vero, più vivo. Più vicino al cuore. Silvia Pasolini





