Simona Moretti, presidente della Commissione Arte e Archeologia, è professoressa ordinaria in Storia dell’Arte medievale presso l’Università Iulm di Milano e direttore del Dipartimento di Comunicazione arti e media “Gianpaolo Fabris”, da molti anni membro del PRIN (Progetti di Rilavante Interesse Nazionale) ha all’attivo numerose ricerche inerenti i suoi campi di studio. È affiancata in questa commissione da Paolo De Vingo, professore ordinario di Archeologia cristiana a medievale presso l’Università degli Studi di Torino e da Francesca Stroppa ordinaria di Storia dell’Arte presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Quale criterio guida quest’anno la Commissione Arte e Archeologia nel selezionare opere, progetti o studiosi che meglio rappresentano l’identità culturale della Franciacorta nella settima edizione del Premio?
«La Commissione Arte e Archeologia quest’anno ha adottato più di un criterio nella selezione delle opere: rigore scientifico e qualità delle fonti, originalità del tema, interesse generale dell’argomento, armonia nello sviluppo dell’opera e qualità stilistica, sede editoriale, veste grafica. Un po’ come nei concorsi universitari. Puntiamo al massimo risultato».
In che modo la Commissione favorisce l’incontro tra arte, archeologia e le altre sezioni del Premio, come storia e letteratura, per costruire un racconto unitario della Franciacorta?
«Più che un racconto unitario viene fuori una narrazione a più voci che dà conto della ricchezza del patrimonio della Franciacorta e non solo. Due sezioni in particolare dialogano tra loro: quella di Storia e quella di Arte e Archeologia. Si tratta di discipline che hanno molti punti di incontro e un obiettivo comune: contribuire alla comprensione del passato e del presente. Questo non toglie valore all’importante sezione di Letteratura, con cui si è dato avvio al Premio».
Quali sono gli elementi di valutazione che ritenete imprescindibili per individuare contributi con temi artistici o archeologici meritevoli di un riconoscimento internazionale?
«Gli elementi imprescindibili sono senz’altro il rigore scientifico e la qualità delle fonti, tanto più importanti in questi tempi in cui l’Intelligenza Artificiale sta riscuotendo un notevole successo e sta condizionando il nostro modo di pensare, scrivere e agire. Non sono contraria all’uso dell’IA, ma non può sostituire la ricerca sul campo, lo scavo archeologico e l’indagine archivistica».
In che modo i progetti selezionati dalla Commissione possono contribuire alla crescita culturale della Franciacorta e alla sua proiezione internazionale oltre al già noto settore enologico?
«Il Premio valorizza generosamente i lavori migliori e questi valorizzano il territorio. È un arricchimento reciproco. Associare libri di arte e di archeologia alla Franciacorta, posiziona la zona come destinazione culturale complessa, distretto vinicolo d’eccellenza che sa apprezzare e riconoscere il bello e l’impegno intellettuale, sponsorizzare la crescita del sapere».
Lei, è alla sua seconda esperienza come presidente di questa Commissione. Quali aspetti della sua precedente esperienza come presidente di giuria hanno maggiormente influenzato il suo modo di guidare la Commissione Arte e Archeologia in questa settima edizione del Premio Internazionale Franciacorta, e quali nuove prospettive ha scelto di introdurre quest’anno?
«Sì, sono alla mia seconda esperienza come presidente della sezione di Arte e Archeologia e sono onorata di partecipare anche quest’anno al Premio Internazionale Franciacorta. È un’attività piacevole (per chi ama leggere non può essere altrimenti) e che, mi sia concesso dirlo, arricchisce anche la Commissione. Con i colleghi abbiamo mantenuto il metodo di lavoro dell’anno scorso, ma abbiamo dato, d’accordo con le altre sezioni, dei tempi più lunghi ai candidati per inviare le proposte con l’intento di alzare ulteriormente il livello e aspirare a una maggiore internazionalizzazione. Invito i lettori a venire alla premiazione per giudicare se abbiamo centrato l’obiettivo».
Le chiedo inoltre un breve accenno ai membri della commissione e una valutazione sul vostro lavoro di gruppo giudicante.
«Nella sezione di Arte e Archeologia sono affiancata da Paolo De Vingo, professore ordinario di Archeologia cristiana, tardoantica e medievale all’Università di Torino, e dalla professoressa Francesca Stroppa, associata di Storia dell’arte contemporanea all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
La commissione ha lavorato con grande serenità e affiatamento. È stato un piacere sfogliare e compulsare i libri che sono arrivati; è stata anche per noi un’occasione per imparare cose nuove».
Emanuele Lopez





