Il 16 agosto si è celebrato il giorno di San Rocco il cui culto è fortemente sentito nella città di Rovato. Si pensi che è proprio al santo pellegrino che è intitolato l’omonimo quartiere che si sviluppa attorno alla storica chiesa di Via San Rocco.
Questo rione, situato a est rispetto al centro storico è stato uno dei primi insediamenti al di fuori dalle mura cittadine. Noto già nei secoli passati come zona di confine verso Cazzago, il quartiere è rimasto per lungo tempo circondato dalle campagne e in una zona soggetta ai frequenti allagamenti del torrente Plodio. A partire dal secondo dopoguerra, e in particolare dagli anni Sessanta e Settanta, l’area ha subito una profonda trasformazione urbanistica: i campi hanno lasciato spazio a un fitto agglomerato di edifici, rendendo ad oggi San Rocco una delle zone più attive, densamente popolate e ricche di servizi di Rovato.
Il fulcro del quartiere è la Chiesa di San Rocco, la cui storia è stata ricostruita da don Giovanni Donni nel libro “La chiesa di San Rocco a Rovato”, pubblicato nel 1983. L’edificio sorge su strutture architettoniche risalenti ai secoli XI-XII, quando il luogo di culto era ancora dedicato a San Martino di Tours. Il passaggio della dedica da San Martino a San Rocco avvenne all’incirca trecento anni più tardi, nel XV secolo. San Rocco era infatti invocato come santo protettore e liberatore dal morbo della peste. Dobbiamo ricordare infatti che nel XV e XVI secolo anche Rovato è stata vittima delle incessanti epidemie di peste che hanno colpito il nord Italia. Si pensi che durante l’epidemia di peste del 1575 la struttura divenne un posto di guardia strategico. Seguendo la geniale intuizione del medico Feliciano Betera, Rovato fu isolata con i “rastrelli”, vere e proprie barriere fisiche o cancellate che venivano posizionate alle porte d’accesso dei borghi per bloccare i transiti non autorizzati e isolare completamente il centro abitato. Nei pressi della chiesa di San Rocco sorgevano anche le “tezze” e cioè strutture aperte come capannoni e fienili che durante la peste venivano riconvertiti in sorta di “lazzaretti” per la quarantena, rendendo questo luogo un baluardo della sopravvivenza cittadina. Grazie a questa sorta di “lockdown” dell’epoca, Rovato riuscì a preservare dal contagio gran parte dei suoi abitanti, evitando il tragico destino di Brescia e di altri centri limitrofi che vennero decimati dal morbo.
La chiesa di San Rocco è un gioiello della città di Rovato: l’attuale struttura è frutto di un importante rifacimento quattrocentesco, successivamente ampliato nel XVI secolo, di cui resta ancora oggi l’abside semicircolare con il caratteristico basamento in ceppo del Monte Orfano. Dopo aver servito come accantonamento per i soldati durante i conflitti mondiali, la chiesa è stata oggetto di continui restauri nel XX secolo. L’interno è uno scrigno d’arte che ospita un vasto ciclo di affreschi cinquecenteschi, in parte attribuiti a Rovadino da Bovegno e restaurati nel 1975 dopo essere rimasti celati per secoli. Un altro elemento di particolare pregio è l’organo a canne, realizzato da Carlo Perolini alla fine del Settecento e successivamente restaurato nel 1867 e poi nel 2013.
Per promuovere il ricordo e la memoria di questa storica e fondamentale chiesa e del suo quartiere, da più di trent’anni, è stata ripristinata la tradizionale processione ad opera del compianto Monsignor Albertelli.
Per sostenere questa solenne processione ed avvicinare sempre più cittadini al culto di San Rocco, è rinata da alcuni anni anche la Festa di San Rocco grazie alla buona volontà ed all’entusiasmo dell’omonimo comitato di quartiere. La festa, patrocinata dalla città di Rovato, ha coinvolto nello specifico Via San Rocco, Via Marchesi e Via Rivetti. Oltre alla ritualità religiosa che si deve alle celebrazioni di un santo, la festa ha saputo alternare anche momenti di cultura e svago: l’intrattenimento degli spettacoli della compagnia teatrale “Teatro delle Meraviglie”, la musica, la presenza di associazioni in mostra e di una pesca di beneficenza hanno contribuito all’efficace uscita dell’evento. Immancabile anche il buon cibo con la presenza per tutta la durata della festa dello stand gastronomico della Polleria Corna Ermanno.
A sottolineare il forte legame dei rovatesi con il culto di San Rocco si ricorda anche la presenza nella frazione di Lodetto di un’altra piccola storica chiesa, anch’essa dedicata a San Rocco, fondata nel 1575.
Monica Mancino





